Albo consulenti, Assofinance dice no al "factotum"

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Sembra che il prossimo Albo dei Consulenti avrà in sè sia i compiti di gestione che quelli di vigilanza. Un conflitto di interessi che non va giù ad Assofinance.

Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti17 aprile 2009 | 13:30

In pieno italian style, il nascente albo dei consulenti (anche se non si sa ancora per certo quando avverrà il parto, dati i continui rinvii e malgrado le doglie proseguano ormai da mesi) sembra che avrà, nel medesimo organismo relativo, sia l’attività di gestione che quella di vigilanza (per la serie “la trasparenza è il mio forte”); il classico calderone nel quali le competenze sono di tutti ma le responsabilità precise di nessuno. Ma Assofinance non ci sta.

Forte del suo impegno per la categoria dei consulenti, Giannina Puddu ha deciso di passare all’attacco di questo eventuale scenario definendolo, tramite una lettera ad Alessandro Rivera (dirigente del ministero dell’Economia, competente per sistema bancario e finanziario e che segue il parto dell’albo dei consulenti), “eccessivo e foriero di complicazioni future”. Piuttosto dell’ennesimo factotum confuso (al quale sarebbe inoltre richiesto “uno sforzo economico prematuro e difficile da sostenere data la difficoltà di stimare correttamente il numero degli iscritti e quindi le risorse disponibili), servirebbe una concertazione di apporti, proveniente dalle principali autorità in materia. A tal riguardo, la Puddu individua chiaramente le candidature per la vigilanza, auspicando che l’organismo si occupi esclusivamente della gestione; e per ogni nome ecco così motivata la presenza:

1.      AIAF perchè rappresenta, nell’ambito della comunità finanziaria italiana, un’importante realtà che raggruppa oltre un migliaio di Analisti Finanziari, operanti presso Istituti di Credito, SIM, SGR, Finanziarie di Investimento, Società di Capitale, Studi Professionali Indipendenti.
2.      ANTITRUST per il ruolo affidatogli dall’ordinamento nelle materie della concorrenza, della pubblicità ingannevole e del conflitto di interessi 
3.      ASSOFINANCE  perchè ad oggi è l’associazione nazionale più rappresentativa ed autorevole dei CF persone giuridiche (Srl e Spa)
4.      BANCA D’ITALIA per il ruolo affidatole dall’ordinamento di garante della sana e prudente gestione dei soggetti vigilati, della trasparenza delle condizioni contrattuali applicate dagli intermediari, della stabilità,  dell’efficienza e competitività del sistema finanziario nel suo complesso.
5.      CONSOB  perchè con le recenti riforme legislative,  è diventata un soggetto centrale nel sistema regolatorio dei mercati (e dei soggetti) finanziari.
6.      MEF perchè attraverso il Dip. del Tesoro è l’unico ed il più autorevole collettore-vettore degli orientamenti e delle osservazioni da parte dei vari soggetti finanziari.
7.      NAFOP perchè ad oggi è l’associazione nazionale più rappresentativa dei CF persone fisiche.

Assofinance continua così la sua battaglia per i diritti della categoria e ribadisce la sua volontà di interazione con le principali autorità finanziarie; un’attenzione che viene confermata anche dalla partecipazione delle stesse al prossimo convegno sulla consulenza oggettiva, al via il 23 aprile.

Insomma, un chiaro basta ai factotum. Senza voler nulla togliere al barbiere di Siviglia.
 


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