Consulenti – La fee only è il baluardo del risparmio

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di Matteo Chiamenti 24 Aprile 2009 | 08:20
La consulenza oggettiva fee only si appresta a diventare il naturale sbocco di domanda, per tutti quei risparmiatori in cerca di un servizio indipendente a valore aggiunto. A ribadirlo sono stati i protagonisti del convegno AssoFinance svoltosi ieri.

Nella giornata di ieri si è svolto il convegno promosso da AssoFinance su “La consulenza oggettiva come valore per il risparmio”. Un momento utile per esprimere chiaramente quella che è una convinzione di molti, se pur molto spesso passata sotto silenzio (non sempre in buonafede): la consulenza indipendente a parcella (non quella che segue la definizione MiFID) è davvero un valore aggiunto per il mondo del risparmio.

L’esordio è stato per Consob e per l’Aiaf, rispettivamente con l’intervento di Luigi Spada e poi Alfonso Scarano. Sul latitante Albo poco da dire: le date e i requisiti non sono ancora una certezza, è c’è poco da fare. Più interessante introdurre quella che è davvero la nozione di consulenza a valore aggiunto, ovvero quella fee only. La MiFID ha sì provveduto alla definizione del concetto di “consulenza”, ma a livello pratico questo si è tradotto in abuso dell’utilizzo della stessa (essendo, secondo la direttiva, finalizzata a uno specifico prodotto, è stata inevitabilmente associata dai promotori alla loro attività quotidiana), confondendo gli investitori. E questo, per chi ha una visione della consulenza come un qualcosa di davvero indipendente e distante dall’attività di collocamento, non può andare giù) e in un appesantimento burocratico a danno dei risparmiatori (carte e carte di informazioni da fornire, il che fanno pensare alla Mifid come a una normativa di deforestazione più che di regolamentazione).

Di fronte a un’offerta di consulenza che risponde a “due padroni” come può essere quella effettuata dai pf, il risparmiatore deve tenerne conto dei limiti, in relazione principalmente ai conflitti di interesse che possono sussistere. Un problema che viene risolto dalla consulenza oggettiva a parcella, che si qualifica a merito come “vera consulenza indipendente”. Una logica che ha visto il plauso da parte di Adiconsum, nell’intervento successivo di Tommaso Di Buono, segretario generale.

A chiudere il confronto ci ha pensato direttamente AssoFinance. Dopo l’intervento di Nicola Benini e quello di Pierluigi Fadel, Giannina Puddu ha concluso l’incontro. Le parole del presidente AssoFinance sono state chiare e decise; il risparmio è il valore cardine del mondo economico in quanto ne costituisce il motore stesso (sia per l’attività connessa agli intermediari sia perché genera investimenti e sviluppo). Partendo da questa considerazione, bisogna allontanarsi dalle logiche di avidità che possono danneggiare questa preziosa risorsa e capire i specifici ruoli che regolano il mercati. Perché dire che promotori e consulenti svolgono uno stesso ruolo è un errore. La consulenza oggettiva è la base diagnostica da cui partire per poi affidarsi al collocatore e al suo promotore (un po’ come si parte dalla visita del medico per poi passare a farmacia e farmacista). Proprio capendo questo principio si potranno finalmente abbattere le barricate ideologiche che dividono queste due categorie di professionisti; perché si tratta di due funzioni complementari, e solo una collaborazione basata su questa convinzione permetterà di proteggere la risorsa che ci deve essere più cara: il risparmio.

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