Bouton lascia SocGen. Profumo e Mussari tranquillizzano i soci

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di Francesco D'Arco 29 Aprile 2009 | 10:34
Dalla Francia giunge la notizia delle dimissioni del presidente di Société Générale. Daniel Bouton ammette gli errori commessi ma rivendica la crescita dell’istituto francese negli ultimi anni. UniCredit ed Mps si dichiarano ottimiste per il futuro.

Anche la giornata di oggi è dominata dalle banche. Dall’estero giungono nuovi dati relativi alle trimestrali dei principali istituti di credito. Su tutti spicca il bilancio del Santander e le dimissioni eccellenti in casa Société Générale. In Italia gli occhi sono puntati su Alessandro Profumo e Giuseppe Mussari.

Ma andiamo con ordine. La mattina si è aperta con la notizia delle dimissioni di Daniel Bouton, presidente di Société Generale. “Come tutti i dirigenti ho commesso degli errori” ha dichiarato Bouton, ma Societe Generale ha mostrato una “straordinaria unità” nella gestione delle frode Kerviel, costata oltre 5 miliardi di euro alla banca.

Poi è stata la volta del Santander  che ha chiuso il primo trimestre del 2009 con una flessione del 5% dell’utile netto a 2,09 miliardi di euro. Un risultato negativo ma migliore delle attese degli analisti che prevedevano un calo del 15%. I ricavi sono aumentati del 12% a 9,45 miliardi sulla spinta di un margine netto di interesse cresciuto del 22,2% a 6,23 miliardi.

E mentre dalla zona Euro giungevano notizie di dimissioni e di utili in calo, dall’Italia sono piovute una serie di dichiarazioni positive e rassicuranti. Protagonisti l’amministratore delegato di UniCredit e il presidente di MPS.

Il primo, intervenendo all’assemblea dei soci, ha subito precisato che il gruppo “grazie alla presenza commerciale in Europa occidentale e centro-orientale, ha una rete molto solida per affrontare le sfide del 2009 che certamente non sono facili”. Non solo, Alessandro Profumo, ha ribadito quanto già annunciato a marzo a Londra: il gruppo può contare su un “buon avvio registrato nel 2009 con il contributo di tutte le divisioni in gennaio e febbraio”.

Anche Giuseppe Mussari, presidente del Monte dei Paschi di Siena, ha voluto precisare di fronte ai soci che la crescita dell’ultimo triennio ha trasformato Mps in un “gruppo con un’identità nazionale e questo da un punto di vista strategico è un passaggio essenziale: è la medicina migliore per la sua autonomia e la sua libertà”.

Non solo, Mussari, che ha ammesso che oggi non si può essere soddisfatti dell’andamento del titolo, ha anche dichiarato che ”oggi abbiamo un Tier 1 ratio a 7,1 con i Tremonti Bond. Abbiamo altri 100 punti base da recuperare con la cessione di Mps immobiliare e di 150 filiali. Abbiamo la possibilita’ di restituire i cosiddetti Tremonti Bond nei tempi previsti attraverso i flussi provenienti dalla cessione di questi asset e di rafforzare ancora i nostri ratios”. Mps aveva fatto ricorso ai Tremonti Bond per 1,7 miliardi”.

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