Mediolanum: la fiducia nell'essere umano, prima di tutto

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di Marcella Persola 29 Aprile 2009 | 15:16
Raccolta in calo da febbraio a marzo, ma obiettivi certi: far crescere la rete di altri 500 promotori finanziari entro l’anno. E a chi accusa Doris di essere troppo ottimista il presidente risponde: “imparate a leggere i fenomeni”.

E’ calata la raccolta di Banca Mediolanum. Raffrontando i dati del mese di febbraio e quelli di marzo emerge che la raccolta netta è passata da 282,935 milioni del secondo mese dell’anno ai 121,419 del mese di marzo. Nell’ultimo mese i promotori di Banca Medilanum hanno generato un flusso di 241,169 milioni per il segmento gestito con una forte crescita del comparto fondi e sicav che è passato da 71,505 milioni a 104,561 milioni di euro. Restano in negativo le gpf che hanno generato un deflusso che è passato da 632 migliaia di euro a 867 migliaia.

E’ cresciuta invece la componente assicurativa che è passata da un deflusso di 68,571 milioni a un flusso positivo pari a 99,259 milioni. Nel trimestre Banca Mediolanum è la regina della raccolta netta, ma non di quella pro-capite. La raccolta netta totale è stata di 501,436 milioni di cui 392,201 provenienti dal gestito e 109,225 dal comparto amministrato.

Oggi la rete del gruppo guidato da Ennio Doris è composta da circa 5070 pf ma l’obiettivo è quello di inserire circa 500 promotori finanziari in più per la fine dell’anno. Recentemente Giovanni Marchetta, responsabile rete, aveva evidenziato che da gennaio dell’anno scorso il gruppo ha una raccolta netta positiva e che tale dato rendeva bene il fatto che il modello messo in atto da Mediolanum fosse basato sulla sistematicità e sulla costanza. Questo perché la raccolta non può essere frutto di invenzioni. Ma si basa su un metodo di lavoro. Lo stesso metodo di lavoro che deve essere messo in atto nei momenti di crisi.

In merito alla crisi Ennio Doris ha dichiarato di concordare con le previsioni che vengono fatte dalle autorità e dalle banche, ossia che la ripresa si vedrà entro la fine del 2009 o nel 2010. E ha inoltre spiegato, in occasione del Market Forum, di oggi che in economia bisogna saper leggere i fenomeni, così come accade per il mondo naturale. I due fenomeni naturali che ci sta dando segnali che dalla crisi si può uscire sono il calo dei tassi di interesse e del prezzo dell’energia. Quindi osservando questi due fenomeni possiamo capire quello che accadrà.

Inoltre a chi lo incalzava sul suo ottimismo il presidente di Banca Mediolanum ha ricordato di aver fiducia nella creatività infinita dell’essere umano che nei momenti di difficoltà emerge sempre di più e ha poi concluso sottolineando: «Se si impara ad osservare la realtà che ci è intorno, essere ottimisti non è un errore».

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