L'indipendenza non è solo dei consulenti

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di Matteo Chiamenti 4 Maggio 2009 | 09:00
Siamo così certi che il consulente persona fisica sia davvero in grado, da solo, di avere tutte quelle competenze, tutte quelle informazioni, tutti quei supporti che oggi sono inevitabilmente necessari se si vuole disporre di un’analisi aggiornata dei diversi prodotti presenti sul mercato.

Pubblichiamo la risposta di Emanuele Maria Carluccio (Benchmark and Style) alle considerazione AssoFinance e Nafop sulla consulenza oggettiva:

“Caro Bluerating.com, l’articolo di martedì 28 aprile – dedicato all’interpretazione data al tema della consulenza indipendente o fee only da parte di Assofinance (nella persona della dott.ssa Puddu) e di Nafop (da parte del dott. Armellini) – è l’ennesima testimonianza della estrema confusione che regna sul mercato non solo su questo tipo di attività, ma anche e soprattutto su quelli che sono i veri desiderata della clientela.

Detto in altre parole, mi sembra che il principale interesse consista nel tentare di ribadire chi ha diritto di mettere la propria bandierina su questo concetto di consulenza (lascerei perdere il termine di consulenza oggettiva in quanto, che ci piaccia o no, l’avvento della Mifid ha improvvisamente cancellato gli importanti passi avanti che erano stati fatti dalla Consob con la fondamentale distinzione tra consulenza strumentale e consulenza oggettiva) più che a riflettere sui contenuti del servizio da offrire alla clientela finale, ossia il risparmiatore privato.

La prima considerazione di Puddu-Armellini che mi vede assolutamente in disaccordo è quella in base alla quale non si può conciliare l’attività di consulenza indipendente con la figura di promotore finanziario. Ma chi l’ha detto? Se il promotore finanziario opera per una rete/Sim che gli consente di collocare non solo una gamma articolata di prodotti ma anche, e soprattutto, un servizio di consulenza remunerato a parcella nell’ambito del quale al cliente vengono stornate tutte le commissioni percepite dalla sim sui prodotti acquistati dal cliente stesso chi può negare che non sia stato eliminato qualsiasi conflitto di interesse?

E ancora: sino a quando la stragrande maggioranza dei prodotti di risparmio gestito presenti sul nostro mercato sono caratterizzati da una management fee da clientela retail (e, in quanto tale, comprensiva del costo del collocamento), offre un servizio migliore al cliente il consulente indipendente che aggiunge la parcella al costo di questi prodotti, o un promotore finanziario che, in cambio della parcella ricevuta, riesce a restituire al cliente la quota parte di management fees intercettate dalle case di gestione grazie alla contestuale attività di collocamento che è abilitato a svolgere? E, qualora tutto questo non bastasse, offre un servizio migliore al cliente quel consulente indipendente che, dopo aver dato i consigli e le ricette, lascia il cliente in balia delle contraparti per l’execution delle diverse operazioni di acquisto/vendita oppure quel promotore finanziario che, in virtù delle deleghe operative che ha dalla sua rete/sim di appartenenza, può accompagnare/assistere il cliente anche nella fase di implementazione delle scelte di portafoglio? E, infine, siamo così certi che il consulente persona fisica sia davvero in grado, da solo, di avere tutte quelle competenze, tutte quelle informazioni, tutti quei supporti che oggi sono inevitabilmente necessari se si vuole disporre di un’analisi aggiornata dei diversi prodotti presenti sul mercato (titoli, etf, fondi e sicav), se ci si vuole avvalere di validi e robusti strumenti di costruzione strategica e di manutenzione tattica dei portafogli, di calcolo della rendicontazione periodica e di performance attribution e, al tempo stesso, si vuole avere il tempo per seguire in modo adeguato la relazione con la clientela?

Mi auguro che in pochi si avventurino sulla strada delle tuttologia perchè finirebbero presto con il rendersi conto di dover inevitabilmente ripiegare sull’acquisto di supporti standard che, in quanto tali, sono la negazione di quello che effettivamente serve oggi per seguire in modo appropriato una clientela che si è resa conto, finalmente, di poter e dover pretendere un servizio curato, su misura e personalizzato dal proprio consulente finanziario”.

Emanuele Maria Carluccio
Professore ordinario di economia degli intermediari finanziari Presidente di Benchmark and Style 

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