AXA alla ricerca di maggior stabilizzazione

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di Fabio Coco 7 Maggio 2009 | 13:45
Henry De Castries, presidente del direttorio di AXA, ha evidenziato come la stabilizzazione del settore assicurativo sia ancora lontana. In particolare, sollevano preoccupazioni il ramo vita e l’asset management. Meglio il ramo danni. Vantaggi reciproci, invece, nella partnership di bancassicurazione con Banca Mps.
[p]Henry De Castries[/p], presidente del direttorio del gruppo assicurativo AXA, ha recentemente sottolineato come ancora sia lontana una vera e propria stabilizzazione del comparto assicurativo, nonostante in molti siano ottimisti. Una migliore profittabilità, come svela il Sole 24 Ore, sarà raggiungibile nel settore vita e nell’asset management, solo se ci sarà stabilizzazione. Questo il nodo cruciale del discorso di De Castries. Per il ramo danni, invece, il presidente sottolinea come il momento sia buono.

Per quanto riguarda i premi, nel 2008 AXA ha raccolto 3,51 miliardi, con un calo rispetto al 2007 del 2,7% (si veda l’articolo “premi assicurativi: dominano generali e fondiaria-sai”). Secondo quanto dichiarato da Henry De Castries, nessun aumento di capitale verrà fatto per AXA, nonostante, appunto, i cali nelle polizze vita e nell’asset management, in linea con i risultati del 2008. Alcuni giorni fa, gli azionisti hanno autorizzato i manager ad emettere azioni privilegiate per un massimo di 2 miliardi, sebbene non ve ne fosse bisogno, come ha ribadito il presidente.

Rispetto alla scelta, a posteriori negativa, di integrare il modello assicurativo con quello bancario (vedasi Ing e Fortis, o Aig, ora praticamente un fondo hedge), Generali ed AXA, nel lungo termine, dovrebbero uscire rafforzate dall’attuale momento di difficoltà, spiega De Castries.
Per quanto concerne la continua iniezione di liquidità da parte della Fed e del governo USA, l’opinione del presidente del direttorio di AXA è che la stessa operazione aveva causato la bolla speculativa scoppiata nel 2008. Per non far scoppiare l’inflazione, prima o poi un limite dovrà esser posto alla concessione di prestiti.

Anche il mercato delle acquisizioni e dell’equity ha notevolmente rallentato in questi primi mesi del 2009 (articolo “rallenta il private equity made in italy”). I fondi hanno sempre meno soldi da impegnare, le banche non si espongono più di tanto nelle acquisizioni, chi vende non si porta a casa il corrispettivo di due anni addietro. Anche per le società, quindi, è importante la stabilizzazione. Ed è così che AXA, leader nelle rilevazioni, ha come obiettivi quelli di migliorare la propria efficienza operativa e di ridurre i costi, anche a scapito della campagna acquisti. Il problema maggiore, riporta il Sole 24 Ore, è quello delle rendite variabili, ossia i prodotti con diverse garanzie e opzioni finanziarie, a tutela degli assicurati. L’impatto negativo è sorto quando queste garanzie sono scattate in seguito a congiunture non positive di mercato, ed AXA ne ha dovuto pagarne le spese. Ad ogni modo, De Castries ha evidenziato come nel primo trimestre 2009 negli Usa, la società stia registrando utili.

In Italia, invece, AXA ha tratto giovamento dalla partership di bancassicurazione con Mps, che dalla prossima estate verrà allargata alla rete Antonveneta. La quota di mercato nella bancassicurazione, grazie alla vendita di polizze agli sportelli, è passata per AXA dal 6 all’8%.

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