Ambrosini nuovo presidente di Banca delle Marche

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Avatar di Marcella Persola 8 Maggio 2009 | 07:50
Dopo una diversa esperienza in ambito penale e nell’avvocatura, nonché come consigliere di amministrazione di alcune casse di risparmio, Ambrosini prende il posto di Lauro Costa, presidente uscente.

E’ Michele Ambrosini il nuovo presidente di Banca Marche. L’attuale presidente della Camera Penale di Urbino e componente del Consiglio Nazionale dell’Unione delle Camere Penali, membro della Commissione  dell’UNCPI per la riforma del Codice di Procedura Penale, sostituisce Lauro Costa.

Originario di Barletta, classe 1948, Ambrosini, dopo la laurea in giurisprudenza, diventa avvocato e nel 1990 cassazionista. Negli anni ’80 è stato membro di varie commissioni ministeriali presso il Ministero dei Beni Culturali ed Architettonici. Dal 1980 al 2007 è stato tesoriere e poi segretario del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Urbino. Ha prestato anche una complementare attività in Magistratura quale vice pretore onorario presso la Pretura di Urbino.

Dal 1988 al 1994 è stato consigliere di amministrazione della Cassa di Risparmio di Pesaro spa e poi della Fondazione Cassa di Risparmio. Dal 1992 al 1995 ha ricoperto il ruolo di presidente della Società di Riscossione dei Tributi Esattoriali spa (SERIT) e poi amministratore della stessa società divenuta Marche Riscossioni, sino alla cessione ad Equitalia spa nel 2006. Consigliere di amministrazione della Banca CA.RI.LO. spa, dal 1999 al 2006, Ambrosini ricopre la carica di consigliere di amministrazione e membro del comitato esecutivo di Banca delle Marche spa dal 1994.

A seguito della nomina decisa dal Cda il nuovo presidente ha commentato: «La nostra Banca ricopre un ruolo importante sul territorio e in questi momenti particolarmente delicati per il panorama internazionale e nazionale, siamo il maggior punto di riferimento per gli imprenditori, per le famiglie e per l’intera clientela». «Nel mantenimento dell’autonomia dell’istituto – conclude Ambrosini – fra i nostri obiettivi futuri punteremo, attraverso un’attenta politica di gestione, da un alto a rafforzare la liquidità senza dover ricorrere al mercato interbancario, dall’altro a sviluppare e a modernizzare maggiormente la banca al servizio della clientela e dei territori di riferimento. Sono convinto che il nostro ruolo potrà ancor di più corrispondere alle esigenze che da più parti ci vengono avanzate».

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