6 miliardi per i Tremonti bond

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di Marcella Persola 19 Maggio 2009 | 09:19
Il ministro attacca le banche più preoccupate dei loro bilanci, che di erogare credito alle imprese e quindi snaturano la creazione dei Tremonti bond che avevano invece una precisa finalità. Al momento sono 4 le richieste pervenute, due note Banca Popolare di Milano e Banco Popolare, le altre due sono al vaglio di Banca d’Italia.

Un nuovo affondo da parte del ministro dell’Economia Giulio Tremonti. In occasione del suo intervento al Credit and Liquidity day, terzo incontro tra imprese, lavoro e banche, il ministro del governo Berlusconoi ha dichiarato che “servirebbe un certo grado di maggiore responsabilita’ da parte delle banche” che dovrebbero preoccuparsi di piu’ di erogare il credito alle imprese, piuttosto che utilizzare i ‘Tremonti bond’ per migliorare i loro bilanci.

Tremonti ha rilevato che all’inizio le banche avevano un atteggiamento ”’distaccato’ verso gli strumenti ibridi messi a disposizione dal governo. Ma poi «l’utilizzo e’ stato piuttosto progressivo, ed uso un linguaggio diplomatico. Si e’ notato un certo relax e questo, forse, non corrisponde con l’obietttivo dei bond che non e’ quello di migliorare i bilanci, ma di erogare il credito».

Al momento infatti secondo quanto comunicato dal direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli, sono 4 le domande avanzate dalle banche per i Tremonti bond «Il decreto relativo al Banco Popolare ha ricevuto il parere delle Commissioni parlamentari e in settimana si chiude l’iter. La domanda avanzata dalla Banca Popolare di Milano deve essere ancora inviata alle Commissioni parlamentari, mentre per altri due istituti sono in corso le valutazioni da parte della Banca D’Italia” ha riferito Grilli. Per il direttore generale le richieste ammontano a 6 miliardi di euro.

Intanto nella giornata di ieri la Banca d’Italia ha reso direttamente applicabile le disposizione previste dalla direttiva europea che regola le partecipazioni delle imprese nelle banche, anche se il recepimento della normativa europea non ha ancora trovato conferma. In pratica con le nuove disposizioni si prevede l’obbligo di chiedere l’autorizzazione per i soggetti che acquisiscono da soli o in concerto partecipazioni in banche che portano a una quota pari o superiore al 10% (prima era del 5%).

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