Barclays a caccia di bankers, punta sulle attività di M&A

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di Fabio Coco 26 Maggio 2009 | 14:40
Barclays potrebbe presto reclutare 65 bankers tra le sue fila, al fine di espandere la propria attività, soprattutto nel settore delle acquisizioni e fusioni, nel quale è tra i primi leader internazionali. Si conferma, inoltre, l’intenzione della società a non beneficiare degli aiuti del governo britannico.

Barclays Plc potrebbe assumere 65 professionisti del settore bancario per le sue fusioni europee nel comparto della consulenza quest’anno, al fine di diventare una delle prime tre società impegnate nel campo dei securities al mondo. A riferire la notizia è Bloomberg, secondo cui 30-40 nuovi innesti potrebbero esser pianificati tra Italia, Germania e Francia, mentre 15-25 in UK.

Barclays Capital, dopo l’attenzione riposta su obbligazioni, prestiti e borse straniere, è salita al quinto posto nei takeover statunitensi, dopo l’acquisizione della divisione nord-americana di Lehman Brothers a settembre (dati Bloomberg). Barclays intende così coniugare il proprio posizionamento globale con l’esperienza delle realtà locali.

Barclays Capital ha, inoltre, 30 ex bankers di ABN Amro Holding NV che continueranno a concentrarsi su acquisizioni e fusioni nell’Europa dell’est e centrale. Barclays Capital ha stimato valori pari a 7,7 miliardi di dollari quest’anno nei takeover europei. La stima include la vendita di iShares a Cvc Capital Partners per 4,37 miliardi di dollari.

Secondo i dati di Bloomberg, nel campo delle fusioni in Europa, primeggia Credit Suisse Group AG, seguito da Citigroup Inc, Deutsche Bank AG, Morgan Stanley s JPMorgan Chase & Company.

Per il secondo anno di fila, inoltre, Barclays Capital si è dimostrato il più grande sottoscrittore di obbligazioni internazionali, con un peso dell’8,7% di mercato. Jerry del Missier, presidente di Barclays Capital, ha dichiarato che le attività di fusione e di sottoscrizione di stock in Europa ed Asia sono state le più grandi iniziative quest’anno.

La società sta, inoltre, guadagnando quote di mercato da quando si sta avvantaggiando delle dislocazioni di mercato, nelle quali vanta oltre 23 anni di esperienza. Barclays non sembra, inoltre, intenzionata a beneficiare di aiuti pubblici britannici, grazie ad un aumento di capitale attraverso vendite di asset e stock per 18,6 miliardi di perdite su crediti e di svalutazioni durante la crisi internazionale finanziaria dei mercati. Tutte le maggiori imprese competitor US, comprese JPMorgan e Goldman Sachs, hanno ottenuto prestiti monetari, invece.

In conclusione, sebbene le attività di acquisizione e fusione siano scemate del 35% quest’anno, non appena il mercato si stabilizzerà, tale dato sicuramente andrà a migliorare, appena vi sarà un cambio di rotta delle risorse naturali, ovvero metalli, minerali, energetici ed infrastrutture. In sostanza, le attività di Barclays Capital torneranno a salire ben presto.

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