Promotori Finanziari – Un mondo sempre più concentrato

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di Marcella Persola 4 Giugno 2009 | 07:15
Si va sempre di più verso la concentrazione per il mondo della promozione finanziaria. Aumenta l’incidenza delle reti di grandi dimensioni sia a livello patrimoniale, sia per quanto riguarda i promotori finanziari. Le medio-piccole invece consolidano la posizione.

Il mondo della promozione finanziaria? Più concentrato che mai. La relazione annuale di Assoreti evidenzia il consolidamento della posizione delle società di dimensioni medio-bassa, ossia di quelle che possiedono un portafoglio compreso tra 1 e 5 miliardi di euro, ed una maggiore presenza sul mercato delle società di grandi dimensioni, ossia quelle con patrimonio superiore ai 20 miliardi.

A fine 2008 le reti più grandi rappresentavano circa il 14,3% rispetto al 9,7% dell’anno precedente. Nel corso dell’anno si è completato il processo di riorganizzazione di un gruppo bancario, ossia Unicredit, che ha visto la fusione di due intermediari, Xelion e Fineco, e quindi alla creazione di un nuovo operatore di grande dimensioni: Finecobank, infatti dispone di un patrimonio di 23 miliardi circa. Con questa fusione si è incrementata sia l’incidenza patrimoniale che è passata dal 45,6% del 2007 al 58,5% del 2008, sia quella relativa al numero di pf per circa 11%.

Anche le imprese medio-piccole hanno consolidato la propria posizione mantenendosi sui livelli dell’anno precedente, sia per il patrimonio, con una quota pari all’11,7%, sia per il numero di promotori finanziari con il 25,8% di rappresentatività. Per quanto riguarda invece le società con un portafoglio inferiore al miliardo, cresce il numero di società ed aumenta l’incidenza patrimoniale, anche se per meno di un punto percentuale.

Ma perché si dice che il mondo va sempre più concentrandosi? Perché l’incremento delle società con un patrimonio superiore ai 20 miliardi ha come conseguenza l’aumento del livello di concentrazione del mercato. A fine 2008 le prime 5 imprese detenevano il 64,7% del patrimonio complessivo, con un incremento di quasi sei punti percentuali rispetto al 2007, mentre il portafoglio di pertinenza delle prime dieci era pari all’85,7% per arrivare al 95,3% considerando le prime quindici.

Ma la concentrazione non riguarda soltanto gli intermediari ma anche gli stessi promotori. Alla fine del 2008 il 58,3% lavorava per le prime 5 società (era 53,1% nel 2007), il 77,8% per le prime dieci società (73,7% nel 2007) e l’89,9% per le prime 15 contro l’86,3% del 2007. Concentrazione che appare evidente anche se si considera che i primi 5 gruppi impiegavano il 69% del numero totale di promotori finanziari con una crescita del 2,4% rispetto al 2007 (quando il dato era del 66,6%).

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