Addio a Franco Piro, creatore del primo Albo dei promotori finanziari

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Andrea Telara di Andrea Telara 22 Febbraio 2017 | 08:26
Deputato socialista per tre legislature, fu il regista politio dell’approvazione della legge che diede inizio alla vigilanza professionale.

E’ scomparso nei giorni scorsi a 68 anni Franco Piro, per tre legislature deputato con il Partito socialista tra gli anni ’80 e il 1994. Oltre ad avere avuto una lunga carriera politica su vari fronti (in giovinezza fu militante di Potere Operaio), va ricordato che Piro è stato anche il regista politico della prima legge legge che istituì l’Albo dei promotori finanziari. A raccontarlo è l’ultima opera di Francesco Priore e Stefania Ballauco dal titolo, 1991/2016 Da consulente a consulente...che ripercorre 25 anni di storia della financial advisory

Di seguito pubblichiamo un estratto del libro in cui Francesco Priore ripercorre gli anni in cui maturò la nascita dell’Albo dei Promotori finanziari, inserito nella legge Legge n.1 dell’1.1.1991.

Ischia, fine marzo 1990, Congresso Nazionale Anasf. L’Albo di Autodisciplina è in vigore da due anni, ma i Consulenti Finanziari sono determinati ad ottenere l’Albo pubblico. Al Congresso intervengono numerose delegazioni ufficiali di Financial Advisor dalla IAFP USA, alla LIA UK, dalla Spagna, due dalla Francia, dal Canada, dalla Germania, da Taiwan e dal Giappone. La Commissione Europea è rappresentata dal Direttore Generale della Divisione Affari Economici, il Ministero del Tesoro e dell’Industria che hanno partecipato a tutti i Congressi a partire dal II inviano i loro rappresentanti. Partecipano i giornalisti dei principali quotidiani e tutti quelli della stampa di settore. Membri delle Commissioni Finanze di Camera e Senato sono presenti. In questa cornice il Prof. Piga, Presidente della Consob, e l’On. Franco Piro, Presidente della Commissione Finanze della Camera, arrivano in elicottero e partecipano alla giornata dei lavori durante la quale gli associati Anasf, che partecipavano liberamente al Congresso a spese proprie, chiedono motivatamente l’istituzione dell’Albo. La cornice è affascinante, le nove delegazioni straniere danno peso all’immagine della professione a livello internazionale e alla considerazione di cui Anasf gode nello stesso ambito. Il Congresso di fatto si rivelerà il catalizzatore dell’operazione Albo che era partita molti anni prima. I rapporti internazionali erano iniziati con l’invito al Presidente dell’IAFP (USA) a partecipare al Congresso dell’84 a Milano, durante il Congresso ANASF e IAFP firmarono un Codice Etico Comune. Le alleanze internazionali proseguirono con lo sviluppo di rapporti diretti sino alla costituzione nella primavera del 1988 di Eurofin, la prima Associazione Europea dei Consulenti Finanziari: Francia, Spagna, Inghilterra e Italia, la prima presidenza fu affidata all’Italia. I rapporti con i media italiani avevano costituito lo strumento fondamentale per creare l’immagine dell’Anasf. A fine anni ’70, l’Anasf raccoglieva i dati di vendita delle Reti, li assemblava e durante una Conferenza Stampa trimestrale li forniva alla stampa finanziaria, accreditando l’Anasf presso i media e presso il pubblico. Ad Anasf le Reti fornivano tranquillamente i dati, che rielaborati erano distribuiti in forma aggregata.

Quando le Reti decisero di associarsi, vari anni dopo, i dati erano inviati dalle stesse ad un collettore di fiducia che li aggregava e l’Associazione li presentava già aggregati, per un po’ di tempo i soci erano riservati nei confronti dei competitor. La moral suasion esercitata dall’Anasf si era manifestata già prima del Congresso con la presentazione di due disegni di legge, simili ed analoghi nella sostanza al Regolamento dell’Albo di Autodisciplina, uno alla Camera e l’altro al Senato per trovare la via più breve. Tutti i Soci Anasf erano stati invitati a sollecitare direttamente i singoli Parlamentari del proprio Colleggio. Una forma di lobbysmo di massa. Migliaia di Consulenti inviarono ai Parlamentari del proprio Colleggio, di qualunque colore politico, una cartolina predisposta dall’Anasf e firmata dal singolo Socio in cui si chiedeva ai Parlamentari di esercitare pressioni per l’approvazione della Legge.

La Commissione Finanze della Camera intanto esaminava il Disegno di Legge sulle SIM, nell’autunno dell’89 l’On.Piro convocò l’Anasf e chiese di trasformare, nel giro di 3 giorni, il Disegno di Legge in un unico articolo da inserire nella proposta di Legge sulle SIM. Il Prof.Enzo Roppo, consulente storico dell’Associazione, riuscì dal venerdì al lunedì a sintetizzare il tutto, l’articolo diventò l’Art.4, che col tempo si trasformò definitivamente nell’Art.5 della Legge n.1 dell’1.1.1991. Il Congresso aveva fornito le motivazioni giuste a Consob e alla Presidenza della Commissione Finanze, le quali nonostante l’opposizione di tutti, mediando riuscirono a far approvare l’istituzione dell’Albo. Il prezzo fu pesante: da Consulenti Finanziari la legge li trasformò in Promotori Finanziari e l’attività fu limitata al monomandato e riservata in esclusiva alle persone fisiche. Forse, dopo 25 anni, i Consulenti potranno riappropriarsi del proprio patronimico e non solo.

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