Mutui, si allarga la forbice tra fisso e variabile

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di Andrea Telara 22 Febbraio 2017 | 11:51
Secondo le rilevazioni del Sole 24Ore, è crescita all’1,7% la differenza di tasso tra finanziamenti a interessi costanti e quelli a interessi indicizzati.

Circa l’1,7%. E’ il divario che si registra tra i parametri di riferimento dei mutui a tasso fisso e quelli a tasso variabile. A rilevarlo è il Sole 24Ore che sottolinea come l’indice Eurirs a 20 anni, utilizzato come parametro di riferimento per i mutui di durata ventennale, è passato dallo 0,65% all’1,35% negli ultimi mesi. Gli indici Euribor (che sono i parametri di riferimento dei mutui a tasso variabile) sono invece rimasti fermi. L’Euribor a 3 mesi, per esempio, è negativo attorno a -0,35%. La differenza tra i due indice è dunque pari a 170 punti-base (1,7%). Ovviamente, il costo finale dei mutui casa dipende anche dagli spread applicati dalle banche. Scegliendo le migliori offerte sul mercato, sottolinea il Sol24Ore, si trovano ancora mutui con tassi fissi al 2% e prodotti a interessi variabili all’1%, cioè con una differenza di costo minore.

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