Cosa abbiamo imparato…

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di Redazione 15 Giugno 2009 | 12:00
Il mondo non finisce, probabilmente si formerà un nuovo equilibrio, ci saranno nuovi attori e nuove regole. Dovremmo aver imparato alcune cose, per chi già non le sapeva:

1.1 Siamo tutti uniti da una catena invisibile: il mondo ormai è uno solo ed è bene che iniziamo a interessarci a cosa succede dall’altra parte della Terra, se non vogliamo farci trovare improvvisamente impreparati quando un ricercatore indiano scopre una nuova formula della giovinezza che, in due ore, fa crollare o salire tutte le borse del pianeta.

1.2 Così come tutti i Paesi del mondo, anche mercati finanziari, banche ed economia reale sono strettamente interconnessi, quindi, il problema irrisolto in un settore può velocemente trasmettersi agli altri. 

1.3 Non è necessariamente detto che il mondo debba essere sempre economicamente dominato dalle stesse superpotenze. Gli equilibri possono cambiare, perché i popoli più poveri alla lunga si stancano, giustamente, di vivere nella miseria e iniziano a lottare e lavorare più che mai. Nello stesso tempo, i popoli più ricchi si adagiano, si abituano al benessere (chi più chi meno) e vogliono lavorare sempre meno. Come la storia insegna, c’è un punto in cui gli equilibri mutano, evolvono e cambiano radicalmente, subito quasi in sordina e poi in modo sempre più deciso. Nella storia, sono caduti imperi che sembravano invincibili. Probabilmente, non siamo in questa fase ma dobbiamo essere preparati, potrebbe succedere che un’America ridimensionata sia costretta a cedere lo scettro di unica superpotenza e ad accontentarsi del ruolo di grande potenza, in mezzo ad altre ugualmente potenti (Cina, Russia, India e forse altre ancora). La “distruzione creatrice” che è tipica del procedere del capitalismo finirà, eliminando ciò che non è più vitale e risanando il sistema finanziario, per dare rinnovato vigore all’economia globale.  

1.4 Se è vero che la Borsa anticipa spesso ciò che accade nella vita di tutti i giorni, la cosiddetta economia reale, allora forse il peggio potrebbe ancora dover arrivare. Ci piace vivere nell’illusione che tutto, prima o poi, si sistemerà in fretta, ma non sempre è così. Purtroppo, forse, dovremo soffrire ancora un po’. Pensate a chi vive in una roulotte a Los Angeles, e fino a pochi mesi fa aveva una villetta a due piani, con tanto di giardino, cane, barbecue (quello non manca mai) e station wagon colorata in giardino.

1.5 La gente inizia a capire ed è stanca di dar fiducia incondizionata a chi ha dimostrato di non meritarsela. Inizia a essere finalmente un po’ più chiaro che ci sono società e operatori capaci e altri meno e, soprattutto, che la storia può insegnare anche in questo campo. Chi opera nel settore bancario e finanziario non è necessariamente qualcuno che vuole guadagnare alle spalle del prossimo.  Come per ogni settore, anche in questo ci sono molte persone che hanno dimostrato con i fatti di meritare la nostra fiducia (e i nostri soldi). Questa crisi ha aiutato a evidenziare queste differenze.

1.6 Così come un buon avvocato non è quello che vince tutte le cause, ma chi si pone con chiarezza, trasparenza e professionalità nei confronti del cliente, dedicandogli tempo ed energie, allo stesso modo nel mondo finanziario un buon consulente non vi farà guadagnare tutti gli anni, ma metterà i vostri obiettivi al primo posto, senza condizionamenti e conflitti di interesse e soprattutto si preoccuperà di non rifilarvi porcherie.
 

Tutti i giorni su Bluerating.com sarà possibile leggere “a puntate” il vademecum blu “Io non ci casco più!”. Lunedì 8 giugno è partita anche la newsletter mensile gratuita di educazione finanziaria “Io non ci casco più! News”, che sarà veicolata dal sito www.iononcicascopiu.it e avrà carattere informativo e divulgativo.
 

 

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