Banche – UBI, il piano rivoluzionario di Massiah

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di Fabio Coco 24 Giugno 2009 | 09:20
Victor Massiah presenterà lunedì il nuovo piano per il futuro di UBI Banca. Il progetto prevede un riassetto del personale tra i diversi istituti presenti nel Gruppo ed una diversa distribuzione geografica degli sportelli. Diversi i nomi e gli enti coninvolti.

Victor Massiah, consigliere delegato di UBI Banca, è pronto a lanciare il nuovo piano industriale del Gruppo. Secondo le indiscrezioni pubblicate da Milano Finanza, infatti, il prossimo 29 giugno la nuova strategia per il futuro sarà illustrata a tutto il consiglio di sorveglianza dell’istituto.

Il progetto prevede una riorganizzazione del management presso alcuni enti creditizi del Gruppo ed una diversa distribuzione geografica degli sportelli. In particolare, alcune voci vorrebbero l’attuale responsabile commerciale di UBI, Francesco Iorio, nuovo direttore generale di Banca Popolare Commercio e Industria (BPCI), al posto di Domenico Guidi.

Il giro di poltrone si concluderebbe, così, con Rossella Leidi nel ruolo di direttore commerciale (attualmente è vicedirettore generale di UBI nonché responsabile della struttura di risk management). In BPCI, intanto, Mario Cera è stato da poco nominato nuovo vicepresidente.

Il quotidiano riporta anche come Elvio Sonnino, amministratore delegato di UBI Sistemi e Servizi, potrebbe presto sostituire Costantino Vitali nel ruolo di direttore generale del Banco di Brescia, mentre Luciano Goffi potrebbe presto lasciare la conduzione della Popolare di Ancona.

Il secondo punto del piano di Massiah, prevede una diversa ripartizione locale delle filiali del Gruppo. Il piano di razionalizzazione delle 1.964 filiali di UBI che dovrebbe concludersi entro fine anno, prevede che gli sportelli in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta vadano a BRE (Banca Regionale Europea), mentre le filiali di Milano e Roma saranno prese in gestione da Comindustria. Infine, nel Banco di Brescia dovrebbero confluire tutti gli sportelli presenti in Brescia stessa, oltre a quelli in Veneto a Friuli. Alla Popolare di Bergamo, inoltre, toccherà la gestione delle sedi attive nella provincia, a Varese ed in Brianza.

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