Banche – Mussari difende MPS da indiscrezioni e inchieste

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di Fabio Coco 26 Giugno 2009 | 10:00
MPS vede i propri fianchi attaccati dai sindacati, per quanto riguarda la cessione di 15 sportelli alla Popolare di Puglia e Basilicata, e da una possibile inchiesta sul coinvolgimento di una filiale di Forlì in operazioni di riciclaggio. Giuseppe Mussari difende il proprio istituto nell’assemblea dei soci, e si consola con la conferma del suo stipendio.
[p]Giuseppe Mussari[/p], presidente di Banca MPS, ha confermato che l’istituto procederà presto alla vendita dei circa 100-150 sportelli, secondo quanto accordato con l’Antitrust. Riguardo alla cordata di imprenditori che potrebbero rilevare tali filiali, secondo quanto annunciato lo scorso 19 giugno dal presidente della Confindustria di Firenze Giovanni Gentile, Mussari ha dichiarato che ogni possibilità è teoricamente valida, seppur ha espresso l’intenzione di non voler commentare le indiscrezioni pubblicate dai media.

Tali indiscrezioni hanno riguardato banche come Intesa Sanpaolo, che non ha escluso nei giorni scorsi la possibilità di un eventuale interesse e la divisione italiana di Barclays, che potrebbe così ampliare la propria presenza territoriale.

Nel frattempo, è stata ufficialmente avviata la procedura di cessione di 15 sportelli al Banco Popolare di Puglia e Basilicata. I sindacati (Fabi, Fiba-Cisl, Fisac-Cgil, Silca, Ugl Credito e Uilca), però, non ci stanno e si oppongono al frazionamento delle filiali in vendita, scrivendo in una nota, che tutto ciò pone ”una seria pregiudiziale rispetto al prosieguo di un efficace confronto di tipo politico tra le parti”. Tale cessione, infatti, potrebbe limitare le possibilità di assicurare ai lavoratori “idonee garanzie normative e salariali”.

Secondo i sindacati, il comportamento di MPS ”mette inequivocabilmente in discussione la storica capacità di interlocuzione che ha da sempre contraddistinto le relazioni industriali interne, oltretutto in un momento caratterizzato dalla gestione di processi di integrazione societaria ancora aperti, e dalla presenza di ulteriori procedure da espletare a livello di Gruppo”.

Un’altra questione toccata ieri durante l’assemblea di coordinamento dei lavori della banca, è stata quella riguardante il possibile coinvolgimento di una filiale di MPS, nell’inchiesta sulle attività di riciclaggio da parte della Cassa di Risparmio di San Marino. Pare, infatti, che il conto usato dalla CR di S. Marino per riciclare le proprie attività fosse stato aperto presso una filiale di Montepaschi a Forlì. A riguardo, Mussari ha dichiarato che, qualora vi saranno effettivamente delle indagini sull’operatività di una loro filiale, MPS attenderà serenamente gli esiti dell’inchiesta.

Argomento spinoso i 700 mila euro lordi annui che percepisce come parte fissa proprio il presidente di MPS, più una parte variabile massima di circa 150 mila euro. Secondo quanto affermato all’assemblea dei soci da Gabriello Mancini, presidente della Fondazione MPS, non solo tale retribuzione verrà mantenuta essendo ritenuta congrua, ma tale remunerazione sarebbe inferiore o uguale a quella di altre banche. Confermati anche gli altri stipendi per i membri del Consiglio di Amministrazione.

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