E' talmente facile da prevedere

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che non l’aveva previsto nessuno. Ecco perché l’errore del giudizio retrospettivo è molto pericoloso, non solo per gli investitori ma anche per gli addetti ai lavori.

Avatar di Redazione1 luglio 2009 | 13:30

A cura di Nicholas Purves, Lance Ian e Kevin Murphy.
Team UK Equity Specialist Value di Schroders

Questi impulsi possono portare a commettere degli errori di valutazione, che diventano particolarmente onerosi se si traducono in un investimento sbagliato.

L’errore del giudizio retrospettivo

L’hindsight bias o errore del giudizio retrospettivo, altra tendenza comunemente osservata, porta a credere che un evento e/o una situazione fossero prevedibile e ovvi, dopo che si sono verificati, anche se in realtà non erano così facili da prevedere.

Questo tipo di tendenza sembra prevalere ad esempio in coloro che pretendono che la bolla tecnologica degli anni ’90 fosse del tutto prevedibile, oppure che la più recente bolla del settore immobiliare fosse sotto gli occhi di tutti. Eppure se queste bolle speculative fossero state così prevedibili gli investitori non avrebbero continuato a sostenere la domanda in questi settori e la bolla non si sarebbe creata.
Accanto all’errore del giudizio retrospettivo, si osserva anche un altro comportamento sviante degli investitori, che consiste nell’attribuirsi il merito delle previsioni rivelatesi in linea con il proprio giudizio, considerando invece quelle sbagliate semplicemente come frutto della sfortuna.

Il rischio di questo atteggiamento per gli operatori dei mercati finanziari è di credere che fare previsioni sia una cosa semplice, il che porta a sua volta a quella che riteniamo sia una tendenza ancor più pericolosa: l’eccessiva fiducia in se stessi.

L’eccesso di fiducia

In uno studio del 2006 intitolato ‘Behaving Badly (Comportamenti sbagliati)’, il ricercatore James Montier dimostrò come su un campione di 300 intervistati, tutti professionisti della gestione patrimoniale, il 74% fosse convinto di aver raggiunto ottimi risultati. Del restante 26%, un’ampia maggioranza riteneva di aver raggiunto risultati nella media. Ovviamente, dato che solo il 50% del gruppo poteva essere al di sopra della media, il sondaggio rivelava un evidente eccesso di fiducia all’interno del gruppo esaminato, dettato da ragioni irrazionali.

Per quanto riguarda le decisioni d’investimento, tale eccesso di fiducia o overconfidence può rivelarsi dannoso sul lungo periodo per l’attività di stock picking. Una ricerca del 1998 intitolata ‘Volume, Volatility, Price and Profit When All Traders Are Above Average (Volume, volatilità, prezzo e profitto quando tutti i trader si ritengono al di sopra della media)’, mostra come gli investitori con un’eccessiva fiducia nelle proprie capacità siano generalmente portati ad effettuare molte più operazioni rispetto a quelli più prudenti. L’autore dello studio, Terrance Odean, ha inoltre dimostrato come gli investitori o i trader con eccessiva fiducia in se stessi tendono a credere di essere più abili degli altri nel selezionare i titoli migliori e nel decidere quando acquistarli o venderli. Purtroppo, dalla ricerca di Odean emerge anche che coloro che eseguono un maggior numero di operazioni tendono, in media ad ottenere rendimenti nettamente più bassi rispetto al mercato.

Nel prossimo appuntamento affronteremo altri errori comuni, come il comportamento gregario o imitativo


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