La scuderia Risparmio Gestito

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di Redazione 6 Luglio 2009 | 12:00
Dovremmo scegliere gli investimenti analizzandoli così come facciamo quando compriamo una macchina. Ecco allora una carrellata sui principali strumenti di investimento.

Fondi comuni di investimento: si tratta di masse di denaro investite da più risparmiatori che vengono usate da gestori professionisti per acquistare azioni, obbligazioni, Titoli di Stato o liquidità. Le varie tipologie di fondi incorporano ognuna un diverso grado di rischio, che cambia a seconda dei titoli che il gestore può inserire in portafoglio. Conoscere le caratteristiche è utile per chi vuole distribuire il rischio in un mix di fondi.

I Fondi si dividono in alcune categorie; ecco le principali:

Fondi liquidità: sono quelli che investono il loro patrimonio in misura prevalente in obbligazioni e in Titoli di Stato a breve termine.
Fondi obbligazionari: anche in questa famiglia i Titoli di Stato e le obbligazioni rappresentano l’investimento principale. In questo caso, non esistono vincoli di durata e, quindi, i gestori possono orientarsi su scadenze differenti basandosi sulle loro previsioni di andamento dei tassi.
Fondi bilanciati: investono in modo equilibrato tra titoli azionari e titoli a reddito fisso.
Fondi azionari: possono arrivare a investire l’intero portafoglio in azioni. Sono esposti alle fluttuazioni della Borsa e possono generare nel breve periodo delle perdite o degli ottimi guadagni.
Fondi flessibili: una categoria molto ampia in cui è difficile segmentare i prodotti. Generalmente, il gestore ha più libertà di azione e, quindi, se è capace, può ottenere risultati migliori. Se tutto scende, ovviamente, anche lui è penalizzato.
Fondi di fondi: caratteristica principale è l’ampiezza della diversificazione possibile. Al loro interno, possono essere inseriti fondi molto specializzati, ciascuno dei quali gestito da uno specialista. In pratica, si realizza la “gestione dei gestori”.
Fondi immobiliari chiusi: sono gestiti direttamente da società che investono in patrimoni immobiliari o in società immobiliari. Sono chiusi perché hanno una data di inizio dell’investimento e una scadenza che di solito varia tra 5 e 10 anni.

Gestioni patrimoniali mobiliari: attraverso un mandato, la SGR o la banca prende l’impegno a curare il risparmio del cliente comprando per suo conto titoli azionari o obbligazionari.
Gestione patrimoniale in fondi: sono portafogli costruiti con fondi. Il loro punto di forza è che, con capitali anche limitati, permettono una diversificazione molto ampia e la possibilità di utilizzare le competenze di più gestori specializzati ciascuno in un certo mercato. Attenzione ai costi.
Etf: seguono passivamente l’andamento di un indice di riferimento.
Hedge fund: sono strumenti finanziari che utilizzano particolari strategie di gestione. Il gestore ha un’ampissima libertà di movimento. Se capace, può dimostrare tutto il suo valore senza vincoli. Sono particolarmente indicati per i risparmiatori che dispongono di grandi importi (per legge l’investimento minimo è di 500.000 euro). Anche qui ci sono fondi di fondi e fondi singoli.
Unit linked: sono prodotti finanziari-assicurativi che investono in fondi di investimento. Il rischio, e quindi il potenziale guadagno, dipende dall’indirizzo dell’investimento sottostante che può essere obbligazionario, bilanciato o azionario.
Index linked: sono molto simili alle obbligazioni strutturate. Sotto il cappello di una polizza vita, banche o assicurazioni promotrici confezionano un prodotto composto da una obbligazione e da un derivato. Alcune sono salite recentemente alla ribalta per il fallimento della Lehman Brothers, le cui obbligazioni erano presenti all’interno di diverse index linked che oggi valgono quasi nulla.

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