La scuderia Obbligazioni e Azioni

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di Redazione 7 Luglio 2009 | 12:00
Dovremmo scegliere gli investimenti analizzandoli così come facciamo quando compriamo una macchina. Ecco allora una carrellata sui principali strumenti di investimento.

Certificates: sono strumenti di investimento emessi e garantiti da una banca e negoziabili poi sulla borsa italiana. La strategia di portafoglio cui si ispirano mira a replicare la performance di un indice pubblico (relativo a un paese, un’area, un settore).
Futures: sono contratti con i quali le parti si impegnano reciprocamente a vendere o acquistare, a una data futura prestabilita, attività per lo più finanziarie, ma anche di qualsiasi altro tipo, per quantità e prezzo determinati. Il loro utilizzo richiede competenze finanziarie elevate.
Swaps: si tratta di operazioni finanziarie in cui due controparti si impegnano a scambiarsi flussi monetari in entrata o in uscita e a compiere l’operazione inversa a una data futura predeterminata e alle stesse condizioni del primo scambio. Il loro utilizzo richiede competenze finanziarie elevate.
Opzioni: sono contratti che garantiscono il diritto, ma non danno l’obbligo, di acquistare o di vendere una determinata attività finanziaria a una certa scadenza e contro un determinato prezzo.
Ce ne sarebbero poi molti altri, ma non c’è spazio per descriverli tutti.

Obbligazioni: sono debiti che un’azienda o un ente pubblico contrae con i risparmiatori.
Chi presta il proprio denaro è il risparmiatore, mentre l’emittente stabilisce il tasso di interesse, l’ammontare delle quote, il termine entro il quale restituirà il debito (3, 5 o 10 anni, per esempio), il numero e la periodicità di rimborso delle cedole, cioè degli interessi.

Rispetto ai valori azionari, le obbligazioni rappresentano un investimento più sicuro per un normale risparmiatore (anche se ora non ci sono più certezze) ma, come ogni investimento, non sono esenti da rischi. Per esempio, nei casi in cui l’emittente non sia in grado di far fronte ai propri impegni, come insegnano recenti casi di cronaca.
Quando un privato cittadino acquista obbligazioni di una società ne diventa creditore. Alla scadenza prevista, pertanto, egli ha diritto a riscuotere l’ammontare del suo credito, accresciuto degli interessi.

È ancora necessario fidarsi del rating?
Il rating costituisce una valutazione del rischio di credito di una società emittente di obbligazioni, ovvero una valutazione della capacità dell’emittente di assolvere agli impegni di pagamento (rimborso del capitale e corresponsione delle cedole di interesse) assunti a seguito dell’emissione delle obbligazioni. Si distingue tra rating dell’emittente e rating dell’emissione. Il rating di un emittente (detto anche rating di controparte, o issue credit rating) fornisce una valutazione globale della solvibilità di un determinato soggetto. Il rating di un’emissione valuta la capacità dell’emittente di rimborsare il capitale e corrispondere gli interessi alla data stabilita.
Dopo la recente crisi finanziaria, le agenzie di rating sono state messe in discussione. È necessario rivedere il sistema di valutazione per garantire agli investitori maggiore tranquillità.

Tutti i giorni su Bluerating.com sarà possibile leggere “a puntate” il vademecum blu “Io non ci casco più!”. Lunedì 8 giugno è partita anche la newsletter mensile gratuita di educazione finanziaria “Io non ci casco più! News”, che sarà veicolata dal sito www.iononcicascopiu.it e avrà carattere informativo e divulgativo.
 

 

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