Banche – Nuova "Intesa" Generali-Agricole

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di Fabio Coco 30 Giugno 2009 | 14:15
Generali e Credit Agricole hanno stipulato un nuovo patto di consultazione, dopo quello bocciato ad aprile dall’Antitrust. Le due società puntano a ribadire che non è loro intenzione limitare la concorrenza nel mercato creditizio, tramite questo nuovo patto, che mantiene, ad ogni modo, indipendenti i due istituti creditizi nelle proprie quote di partecipazione di Intesa.

Dopo il vecchio patto di consultazione dello scorso 24 aprile, negato dall’Antitrust, Generali e Credit Agricole hanno raggiunto un nuovo accordo sul 10,9% di Intesa Sanpaolo.  Il nuovo accordo avrà durata triennale ed effetto immediato e prevederà “una procedura di consultazione preventiva tra Crédit Agricole S.A. e Assicurazioni Generali, con l’unico obiettivo di valorizzare al meglio le partecipazioni da esse detenute in Intesa San Paolo”. Questo quanto si legge nel comunicato di Generali.

“Al fine di tenere in considerazione la posizione espressa dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nel nuovo accordo Crédit Agricole S.A. e Assicurazioni Generali hanno previsto che: alcune materie, rispetto alle quali Intesa e, rispettivamente, Crédit Agricole e Assicurazioni Generali sono in concorrenza, sono escluse dalla consultazione prevista dall’accordo; non sono più previste né la presentazione di una lista comune di candidati per il Consiglio di Sorveglianza, né alcuna consultazione preventiva in merito alla nomina di un componente del Consiglio di Gestione”.

Il nuovo patto di consultazione, tuttavia, dovrà esser approvato dall’Antitrust, all’interno dell’istruttoria sul caso Agricole-Intesa. La banca francese, infatti, si era impegnata a diminuire la propria quota sotto il 5% ma mantiene la propria quota azionaria, non volendo vendere per non incorrere in una minusvalenza di circa 2 miliardi di euro.

Inoltre, specifica il Sole 24 Ore, ciascuna parte potrà recedere dall’accordo nel caso in cui la partecipazione dell’altra parte dovesse ridursi al di sotto della meta’ delle azioni (Generali 5.1%, Credit Agricole 5.8%).

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