Scandalo derivati – Le banche si liberano dal sequestro

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di Fabio Coco 2 Luglio 2009 | 08:38
Per dissequestrare i propri beni dalle cinghie della Procura di Milano, Deutsche Bank, UBS, JPMorgan e Depfa hanno versato 100 milioni di euro, ammontare che corrisponderebbe alle commissioni occulte fatte pagare sui derivati venduti al Comune milanese. Nel 2005, infatti, il Comune di Milano aveva emesso un prestito obbligazionario per 1,7 miliardi di euro, cui le banche coinvolte nella vicenda associarono derivati per trasformarne la struttura.

Torna d’attualità l’inchiesta sui derivati al Comune di Milano (si legga “La procura di Milano nuovo azionista di Deutsche Bank”). L’amministrazione milanese, nel 2005, aveva emesso un prestito obbligazionario per 1,7 miliardi di euro, insieme al quale Deutsche Bank, JP Morgan, Ubs e Depfa proposero alcuni contratti derivati, in modo da trasformare il tasso fisso in variabile, all’interno di una certa banda di oscillazione e per trasformare la scadenza unica in un piano d’ammortamento graduale. Le quattro banche, però, tramite tale operazione, hanno riportato ingenti profitti ritenuti illeciti dalla Procura di Milano, la quale ha aperto da tempo un’indagine sui danni causati al Comune milanese.

In seguito allo scandalo, qualche mese fa furono messi sotto sequestro asset, sedi e titoli degli istituti di credito coinvolti: in quell’occasione si scrisse di come la Procura di Milano divenne azionista al 25% di DB, seppur non tecnicamente,  e di come gli altri enti bancari versarono milioni per riscattare sedi ed azioni sequestrate.

Ebbene, secondo quanto afferma Milano Finanza di oggi, le quattro banche coinvolte nella vicenda hanno ottenuto la sostituzione del sequestro di beni e titoli (per un totale di 256 milioni di euro) contro un versamento di 100 milioni di euro cash, valore che corrisponderebbe all’ammontare delle presunte commissioni occulte fatte pagare all’amministrazione di Milano.

Tale importo è stato versato su un conto corrente aperto presso uno sportello bancario del Palazzo di Giustizia di Milano a disposizione del Pubblico Ministero. Grazie a questa proposta accettata dalla Procura e dal pm milanese Alfredo Robledo, ovvero la sostituzione del sequestro contro i 100 milioni, i tempi dell’indagine dovrebbero accelerare, visto che a questo punto, salta la possibilità di un ricorso al Tribunale del Riesame da parte delle banche coinvolte, sul sequestro delle azioni bancarie.

Il prossimo autunno dovrebbe partire l’udienza preliminare sulla vicenda derivati, primo faccia a faccia tra difesa ed accusa.

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