Alcune altre cose… utili da sapere

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di Redazione 9 Luglio 2009 | 12:00
Spesso vengono dati per scontati concetti che non lo sono affatto. Ecco un piccoo elenco di cose sempre utili da sapere.

2.1 Che cos’è il benchmark?
È il parametro di riferimento dichiarato nel prospetto informativo di ogni fondo comune con cui si confrontano i suoi risultati reali. Di solito, è un indice del mercato azionario o obbligazionario ma può essere anche un insieme di indici. I fondi flessibili non hanno benchmark.

2.2 Come funziona il PAC?
Il Piano di Accumulo di Capitale non è altro che l’insieme di tanti piccoli versamenti ripetutamente uguali che, a cadenze regolari, confluiscono nel patrimonio di un fondo. Ma la frequenza dei versamenti non è rigida, può, infatti, essere accelerata dal risparmiatore in certi momenti o frenata a seconda delle disponibilità personali o dell’andamento dei mercati. Con le Borse molto depresse come in questo momento, il PAC può rappresentare una efficiente soluzione per avvicinarsi al mondo dell’investimento azionario

2.3 Chi è l’intermediario finanziario?
Banche, Assicurazioni, SIM, SGR, Finanziarie, e, in generale, soggetti vigiliati dalla Consob o dalla Banca d’Italia.

2.4 Basilea 2
“Passare da Basilea 2 a Basilea 3” è un tema frequente sulla stampa di queste settimane. Fin dal 1974 opera, all’interno della Banca dei Regolamenti Internazionali (con sede in Svizzera, a Basilea appunto), un coordinamento dei governatori delle Banche Centrali dei paesi più industrializzati per perseguire la stabilità monetaria e finanziaria. Basilea 2 è il nome dei più recenti accordi che aggiornano Basilea 1 (del 1988) sui requisiti patrimoniali delle banche. Secondo questi accordi internazionali, ogni banca è tenuta a rispettare un rapporto minimo fra il patrimonio di vigilanza e le attività, ognuna ponderata per un coefficiente di rischio, pari all’8%. Il modo in cui sono calcolate le attività ponderate per il rischio tiene conto dei rating: esterni, se di agenzie internazionali quali Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch; interni, se assegnati direttamente dalle banche come base per il calcolo del requisito patrimoniale. Ciò significa che una variazione della solvibilità dei soggetti cui una banca ha concesso credito determina una variazione del requisito patrimoniale della banca. Prendiamo il caso dei mutui subprime. In seguito all’aumento delle insolvenze dei propri affidati, le banche sono state costrette a svalutare sia gli attivi rappresentati da mutui e prestiti, sia quelli rappresentati dai titoli strutturati, strumenti di mercato garantiti dagli stessi mutui. Si sono così trovate a subire un’improvvisa riduzione del patrimonio. Se, infatti, il valore dell’attivo di una banca si riduce, inevitabilmente anche il suo patrimonio tende a ridursi. Ne segue che quella che nasce come una crisi di liquidità (crollo dei prezzi dei titoli strutturati generato dalla carenza di liquidità del relativo mercato) si trasforma in una crisi di solvibilità delle banche. Per questo si parla tanto di Basilea 2 a proposito degli interventi pubblici a sostegno delle banche e dell’esigenza di rivedere i criteri fissati dagli accordi di Basilea.

2.5 Bretton Woods
“Una nuova Bretton Woods, occorre una nuova Bretton Woods” si legge dappertutto. Bretton Woods è una cittadina americana del New Hampshire, nella quale si riunirono, sul finire della Seconda Guerra Mondiale (luglio 1944), i rappresentanti di 44 nazioni alleate che definirono le regole della politica monetaria internazionale e dei commerci mondiali per il dopoguerra. Dagli accordi di Bretton Woods, il dollaro americano assunse il ruolo di valuta di riferimento internazionale. Nacque il Fondo Monetario Internazionale come istituzione responsabile degli equilibri commerciali nel mondo e la Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo (World Bank). La lezione del caos monetario degli anni Trenta (in parte conseguenza della crisi del 1929), le drammatiche vicende politiche del periodo, sfociate poi nel secondo conflitto mondiale, trovarono nella conferenza di Bretton Woods il loro epilogo nello sforzo comune di gettare le basi per una stabilità economica condivisa. La drammaticità della crisi finanziaria del 2007-2008 pone l’esigenza di rifondare un sistema di regole per la finanza internazionale che aggiorni i vecchi accordi, tenendo conto dei grandi cambiamenti intervenuti negli ultimi anni, il principale dei quali è l’emergere dell’euro come moneta di riferimento per una vasta area del mondo sviluppato.

Tutti i giorni su Bluerating.com sarà possibile leggere “a puntate” il vademecum blu “Io non ci casco più!”. Lunedì 8 giugno è partita anche la newsletter mensile gratuita di educazione finanziaria “Io non ci casco più! News”, che sarà veicolata dal sito www.iononcicascopiu.it e avrà carattere informativo e divulgativo.
 

 

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