Intesa Sanpaolo e BNP Paribas, accordo raggiunto su Findomestic

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Tramite la controllata BNP Paribas Personal Finance, la banca francese acquisirà il controllo di Findomestic e continuerà ad estendere l’applicazione del proprio modello di business integrato in Europa. Di seguito, uno stralcio del comunicato della società.

Avatar di Fabio Coco4 agosto 2009 | 12:30

Intesa Sanpaolo e BNP Paribas hanno raggiunto un accordo in merito a Findomestic, la società di credito al consumo partecipata al 50% ciascuno dai due Gruppi. A seguito dell’operazione, BNP Paribas, tramite la società interamente controllata BNP Paribas Personal Finance, acquisirà il controllo di Findomestic e continuerà ad estendere l’applicazione del proprio modello di business integrato in Europa.

L’operazione, subordinata all’approvazione delle competenti autorità, consente a BNP Paribas di rivitalizzare lo sviluppo di Findomestic attuando una nuova strategia gestionale e industriale.

L’accordo prevede che il Gruppo Intesa Sanpaolo ceda la sua quota del 50% in due tempi. Una prima quota del 25% oggetto di acquisto da parte del Gruppo BNP Paribas entro il 2009 e la restante quota del 25% tra il 2011 e il 2013, secondo una delle seguenti modalità a scelta del Gruppo BNP Paribas: acquisto da parte della stesso Gruppo BNP Paribas, IPO o vendita a terzi, con un meccanismo d’uscita che dà al Gruppo Intesa Sanpaolo la sostanziale certezza della finalizzazione di tali modalità.

Escludendo l’aumento di capitale recentemente approvato, il valore della prima quota del 25% è pari a 500 milioni di euro, mentre il valore della restante quota verrà determinato, nell’ambito di un minimo di 350 e un massimo di 650 milioni di euro, applicando a Findomestic un multiplo del patrimonio netto riscontrato per un gruppo di società comparabili.

L’impatto positivo per il Gruppo Intesa Sanpaolo nell’esercizio in corso – derivante dalla cessione della prima quota del 25% – sull’utile netto consolidato sarà di circa 260 milioni di euro e sul Core Tier 1 ratio di circa 13 punti base. In relazione al valore determinato per la cessione della seconda quota, l’ulteriore futuro impatto positivo previsto per l’utile netto consolidato potrà essere compreso tra circa 130 e 390 milioni di euro e per il Core Tier 1 ratio tra circa 7 e 14 punti base.


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