Consulenti Finanziari – Il lupo perde il pelo, ma non il vizio

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di Matteo Chiamenti 11 Agosto 2009 | 07:00
Nuovo pungente articolo di Fabrizio Taccuso, mantovano membro di Nafop. Dal blog dell’associazione ecco le banche rimangono un’argomento di sicuro interesse..

Con il recupero dei mercati finanziari si tornano a leggere sui giornali le lamentele dei bancari, vessati dai budget imposti loro dalle direzioni centrali. E’ proprio vero….. il lupo perde il pelo ma non il vizio….. Deve essere davvero triste proporre ad ignari risparmiatori prodotti che si sa già in partenza si riveleranno delle fregature. Da un punto di vista dell’immagine le banche hanno cercato di fare molto,  prima Patti Chiari dopo i crack Cirio, Parmalat ed Argentina;  poi si pensava che il recepimento della direttiva Mifid portasse ad un radicale cambiamento nel rapporto con i risparmiatori…

Ovviamente ai buoni propositi, di facciata, non sono seguiti i fatti, perchè non è cambiato proprio nulla; la montagna di carta fatta firmare ai clienti durante la loro profilatura è stata solo un’incombenza da espletare, un proforma, piuttosto che un’occasione per cercare di fare veramente consulenza.
Ma è sin troppo evidente che gli obiettivi di medio e lungo termine dei clienti sono in palese contrasto con gli obiettivi di breve termine delle banche……
Cosi’ appena  è passato il picco della crisi  si è tornato a fare ciò che si faceva prima, cioè “piazzare” prodotti per soddisfare l’avidità di manager che pressano costantemente,  per raggiungere obiettivi definiti da loro stessi sfidanti!

Nei giorni  scorsi mi è capitato di accompagnare in banca clienti da me seguiti e di verificare ancora una volta che la qualità del servizio erogato è sempre più scadente.  Al cliente non viene chiesto nulla sulle sue esigenze finanziarie, la frase di rito di solito è   “abbiamo in collocamento delle nostre obbligazioni”. Non importa proprio che rispondano agli obiettivi del risparmiatore, è del tutto irrilevante per loro.  E praticamente sempre si rivelano per i clienti  meno convenienti di un banalissimo titolo di stato. A tutti, indistintamente,  vengono proposte le stesse cose,  addirittura ad un’anziana signora di  84 anni una giovane impiegata del primo gruppo italiano ha avuto il “coraggio” di proporre una index linked a sei anni, con la motivazione “signora stia tranquilla il capitale è garantito…” Non credo ci sia da sorprendersi più di tanto,  finchè  gli unici corsi di formazione agli sportellisti sono basati sulle tecniche di relazione e le tecniche di marketing non ci saranno delle grandi aspettative di miglioramento della qualità del servizio erogato dalle banche.
Ma  i risparmiatori più avveduti e consapevoli oggi hanno una possibilità di scelta in più…

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