Promotori Finanziari – 4 reti per 4 immagini

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di Matteo Chiamenti 17 Agosto 2009 | 08:20
Mediolanum, Fideuram, Generali e Azimut. Scopriamo come si differenziano tra di loro gli approcci alla clientela sul fronte dell’immagine e della pubblicità. Quattro profili ben distinti, per farci capire che si può essere promotori in diversi modi..

Azimut, concretezza
Poco spazio alle scenografia. Le rappresentazioni in casa Azimut si basano sul talento dei loro protagonisti. E’ infatti difficile pensare a una campagna pubblicitaria vistosa del gruppo di Pietro Giuliani; tutto è finalizzato alla chiarezza e ne è sintomo lo slogan societario “Azimut, la direzione per investire”. Un pragmatismo, si può dire, che la rende probabilmente una delle reti meno “italiane” (nel senso confusionario del termine) tra quelle presenti sul mercato.

Fideuram, esperienza
Simile alla strategia di Azimut, ovvero concentrata sul servizio finale al cliente, ma stavolta il focus è sul piano della preparazione tecnica. Il mondo [s]Fideuram[/s] è composto da esperti di settore, con una elevata diversificazione delle competenze; l’unione di singole specializzazioni. A tal proposito è piuttosto esplicativa l’ultima campagna pubblicitaria della società; il professionista è a diritto un novello Wolf tarantiniano in salsa finanziaria “Sono di Fideuram, risolvo problemi, finanziari”.


Generali, sicurezza
Il gruppo guidato da Giorgio Girelli fa della protezione dei clienti il proprio cardine, data la forte tradizione assicurativa da cui nasce. Il celebre leone ne è il simbolo nonché la reincarnazione dello spirito del gruppo. Non per nulla è lui il protagonista delle pubblicità più celebri della compagnia; come non citare lo spot dove un tranquillo investitore passa la sua giornata in pigiama in mezzo alla giungla difeso dal branco di felini. Un’immagine dalle tinte surrealiste che mette in evidenza anche le capacità autoironiche di [s]Generali[/s], ribadite dalla campagna per carta stampata, riportata qui sotto.

Mediolanum, seduzione
Se Ennio Doris fosse un regista sarebbe Terry Gillian; un amante del barocco e del mondo onirico, che si nutre però di realtà. Nessuno come Mediolanum punta sull’immagine e sull’impatto mediatico; che vi troviate di fronte alla celebre poltrona rossa, che sia in mostra il noto bastone con cui Doris si dimostra novello Giotto in versione post atomica (lo scenario è infatti un deserto di sabbia, i cui unici sopravvissuta al probabile cataclisma sono appunto lui, la cliente e la mitica poltrona) o che stiate ascoltando il celebre jingle jazz in stile superattico newyorkese, il fine è comunque quello di far sentire al centro di tutto il cliente e i suoi affetti. Non per nulla viene utilizzato il termine “family banker”, sicuramente più suadente rispetto a quello di “promotore finanziario”. Una seduzione, si può dire, riuscita perfettamente.

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