Quanto è scomodo il nuovo Albo

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Avatar di Fabio Coco 19 Agosto 2009 | 09:30
Per la quarta volta consecutiva è stato rinviato l’Albo dei professionisti e delle società di consulenza finanziaria indipendente. In data 26 giugno 2009 il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Legge “Provvedimenti anticrisi”, al cui articolo 23 è stato previsto lo slittamento a fine anno dei termini entro i quali verranno adottati i provvedimenti relativi all’art. 18bis del TUF (consulenti finanziari).
Alberto Carpani, amministratore delegato di GDP Asset Management SIM, si è dichiarato non particolarmente stupito dall’ennesimo rinvio dell’attivazione dell’Albo. «Siamo abbastanza scettici sulla concreta possibilità che l’Albo possa essere operativo anche entro il nuovo termine fissato» ha affermato Carpani. La proroga dell’Albo dei professionisti e delle società di consulenza finanziaria indipendente è stata necessaria anche per l’inserimento nel Testo Unico della Finanza dell’art. 18ter, relativo alle persone giuridiche (Srl ed Spa) che potranno svolgere il servizio di consulenza in materia di investimenti e verranno iscritte in un’apposita sezione del nuovo Albo. 
Il terzo punto dell’art. 18ter, infatti, afferma che “nell’albo di cui all’articolo 18-bis, comma 2, è istituita una sezione dedicata alle società di consulenza finanziaria”. L’inclusione di diverse figure di consulenza, sia persone fisiche sia giuridiche, certamente aumenta la competizione su questo mercato, con conseguenza ultima un beneficio in termini di miglior servizio verso il cliente. Più che avere diversi “advisor provider”, in molti sono d’accordo sul fatto che occorra un servizio di consulenza di alta qualità. 
 
E’ così per Emanuele Facile, presidente e a.d. di Financial Innovations SIM, secondo il quale la nascita dell’Albo «sembra la premessa per creare un’altra categoria professionale poco qualificata. Non servono tanti consulenti, servono prima di tutto bravi consulenti. Tanto meglio se quelli bravi, poi, saranno numerosi». 
Ma il fatto che le persone fisiche, anche se in possesso dei requisiti, possano fornire consulenza in materia d’investimento lascia perplesso Jacopo Ceccatelli, responsabile strategie di JC Associati SIM. «Restiamo dubbiosi sul fatto che una singola persona fisica possa adempiere con pienezza a tutti i requisiti e a tutti gli adempimenti imposti dalla MiFID a tutela della clientela». 
 
Ma nella sostanza, promotori, agenti, dipendenti bancari, SpA, Srl e SIM, ammesso che abbiano i requisiti richiesti dalle varie normative, sono tutti soggetti ‘autorizzati’ a prestare una qualche forma di consulenza finanziaria. 
L’importante è che per tutti i partecipanti al mondo della consulenza finanziaria valgano le stesse regole. «Auspico una maggiore certezza del diritto – ha chiosato Roberto Accornero, presidente ed amministratore delegato per Maxos SIM, società attualmente in liquidazione – Fino ad ora non vi è stata serietà da parte dei governi, con continui rimandi e proroghe che non favoriscono il decollo dell’attività». 
La preoccupazione maggiore delle SIM appartenenti al Protocollo di intesa tra le SIM di consulenza, presieduta da Massimo Scolari, riguarda il fatto che diversi intermediari hanno esercitato di fatto l’attività di consulenza riservata per legge a soggetti come le SIM, non facendosi magari pagare direttamente tale servizio, ma scaricandolo su altri: quali servizi di asset allocation, analisi del portafoglio, risk budgeting, monitoraggio del portafoglio, valutazione della struttura prospettica delle attività e passività, tutte attività liberamente esercitabili. 
 
In sostanza, si è prestata comunque consulenza specifica e personalizzata concernente prodotti finanziari, a danno delle società di pura consulenza. 
Peraltro, “girando” questo costo su altri servizi, si è di fatto solo incrementato il non riconoscimento del pagamento del servizio di consulenza, essendo che il cliente è già abituato a godere di questo servizio nell’intero “pacchetto” e a non riconoscerne una retribuzione. 
A tal proposito, Davide Squarzoni, direttore generale di Prometeia Advisor SIM, ha sottolineato come l’Albo sia una proposta scomoda per tanti, «dato il possibile successo che potrebbe riscuotere tra tanti operatori che oggi fanno a tutti gli effetti i venditori, i quali ritengono di avere qualità e contatti con la clientela per poter svolgere l’attività libero – professionale di consulenti finanziari». Secondo l’art. 18bis comma 5, sarà la Consob a disciplinare regolamenti, principi e modalità del nuovo Albo dei professionisti e delle società di consulenza finanziaria indipendente. In particolare, l’Autorità dovrà preoccuparsi delle “regole di condotta che i consulenti devono rispettare nel rapporto con il cliente, avuto riguardo alla disciplina cui sono sottoposti i soggetti abilitati”. 
 
Squarzoni ha espresso come sia indispensabile normare e vigilare sia persone fisiche che società. «Non sarà affatto semplice – ha affermato – per cui sarà importante che l’Organismo a ciò preposto sia composto da persone capaci ed effettivamente rappresentative dei soggetti vigilati. La partenza dell’Albo, invece, è stata più all’insegna di cercare di mettere per primi il cappello sulla seggiola, vantando rappresentatività tutte da dimostrare e creando dubbie commistioni tra associazioni e aziende operanti su questo mercato. Auspichiamo che il campo di gioco venga livellato al più presto, lasciando poi ad una sana e libera concorrenza del mercato la inevitabile selezione darwiniana». 

Anche per Carpani di GDP Asset Management SIM, che ha fatto domanda di ammissione alla Tavola di lavoro di Scolari, il quadro è ancora purtroppo distante dall’essere chiaro. «Serve maggior chiarezza nelle regole e sui diversi ruoli degli attori in campo – ha sottolineato – in questo contesto, un rinvio è doveroso anche se in parte è condivisibile l’opinione di chi ritiene che un ulteriore slittamento dell’Albo impedisca concretamente l’avvio dell’attività di numerosi professionisti che hanno puntato su questa figura professionale».  

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