Banche – Il cannibalismo è la salvezza

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di Matteo Chiamenti 25 Agosto 2009 | 07:55
Sono ancora diverse decine gli istituti di credito americani a rischio fallimento; l’auspicio che molti analisti si fanno è che vi siano altrettante realtà pronte a rilevare gli stessi. Se così non fosse, nonostante i diversi ottimismi delle autorità internazionali, la ferita della crisi potrebbe tornare a sanguinare..

Crack finanziari, banche a rischio fallimento, posti di lavoro bruciati. Tutto finito? Sembrerebbe di no. Sebbene vi siano positivi segnali sul fronte macro, ribaditi recentemente da Fed e Bce, è ancora il mondo micro a destare qualche perplessità.

Stando infatti a quanto sostiene Richard Bove, analista di Rochdale Securities, e riportato oggi da Finanza&Mercati, sono ancora tra 150 e 200 gli istituti di credito statunitensi a rischio bancarotta, dopo gli 81 che hanno già chiuso i battenti da inizio 2009. In unione a ciò il settore potrebbe vedere erosi il 25% delle entrate per il 2010, ai fini di tenere a galla la Fdic, l’ente federale che garantisce i depositi degli istituti di credito Usa.

All’interno di uno scenario del genere, crescon quindi le opportunità di acquisizioni da parte di società straniere. Significativa è la recente mossa del gruppo spagnolo BBva, il quale, attraverso la filiale americana BBva Compass, ha rilevato la maggior parte delle attività della texana Guaranty Bank, dichiarata fallita dalla stessa Fdic.

Tuttavia, come sottolinea in conclusione Richard Bove “La cosa difficile in questo momento è proprio trovare istituti sufficientemente solidi per acquistare le banche in fallimento”. Perché è ovvio, un guardaroba non si rinnova rattoppando i vestiti.

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