Consulenti Finanziari – Cari sognatori, svegliatevi..

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di Matteo Chiamenti 26 Agosto 2009 | 09:30
Credere che i mercati finanziari dipendano in larga parte dai dati macro è una semplice illusione? Cesare Nistri, consulente indipendente dello studio Politi Nistri, prova a squarciare questo novello velo di Maya con un suo articolo tratto dal blog di Nafop.

Il rialzo fatto registrare dai mercati azionari da marzo di quest’anno ha quasi dell’incredibile, ma in realtà non c’è da stupirsi se si considera com’è cambiato negli ultimi 15 anni il rapporto tra mercati finanziari ed economia reale. Il signor Dow guardava ai grafici dei principali indici azionari per comprendere meglio le sorti dell’economia reale, ma oggi, a mio parere, provare a fare qualcosa del genere può essere molto fuorviante.

I mercati finanziari sono ormai guidati dalle politiche monetarie delle banche centrali, che soprattuto negli USA, hanno contribuito nel tempo alla creazione di bolle speculative su tutti gli asset possibili (azioni, commodities, immobiliare, ecc.). Di conseguenza, la migliore spiegazione da darsi al movimento dei mercati finanziari risiede ormai negli obiettivi speculativi delle cosiddette “mani forti” (banche, hedge funds, ecc.). Quanto detto può sembrare oggi banale e risaputo. Tuttavia mi sembra che in troppi si perdano ancora nella ricerca di cause economiche ragionevoli (disoccupazione, indice Michigan, ecc.) per spiegare il recente rialzo dei mercati azionari.

Cari signori, ma credete ancora che i movimenti siano dettati dall’uscita di una serie di notizie macroeconomiche?!?! Queste sono sicuramente importanti, ma diciamocela tutta, le banche e gli investitori istituzionali stanno tornando alle loro abitudini da speculatori incalliti e alla fine conta sopratutto questo. Chiedere ai bravi ragazzi delle banche d’affari, artefici di buona parte dei profitti di diverse banche nei primi sei mesi di quest’anno. Ecco che mentre le banche cercano di tornare in profitto con il loro trading, le aziende bussano con difficoltà nelle filiali per il rinnovo dei fidi: già, perchè la crisi finanziaria arriva subito all’economia reale, ma “lor signori” sanno come fare soldi (e bonus) senza finanziare l’economia reale in difficoltà.

Ma quindi arriverà lo storno? Sicuramente arriverà, quando le mani forti avranno fatto abbastanza soldi e il gregge, sempre in ritardo, sarà pronto a essere tosato. Se la crisi subprime ha preso decisamente di sorpresa le banche, mettendo a durissima prova anche la loro forza, difficilmente potrà acccadere altrettanto ora. Ecco che il solito giochino della “tosatura” sarà pronto a ricominciare, come nello scoppio della bolla della new economy, quando le banche,  ormai tronfie nei loro profitti, comprarono grandi quantità di put e vendettero molti contratti futures sugli indici per coprire le loro posizioni azionarie: una storia appurata e di cui tutti possono prendere visione guardando i dati dell’epoca forniti dalle autorità americane in merito alle posizioni su derivati (il cosiddetto COT).

Oggi questa situazione sembra ancora lontana, come si può vedere da un grafico  tratto dal sito timingcharts.com. Gli istituzionali, in blu, hanno una posizione negativa (cioè più short che long) ma ancora non sufficiente ad attendersi un forte calo dell’S&P500: forse le mani forti hanno ancora fame!

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