Banche – Credem accusa la crisi nel semestre

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L’istituto presieduto da Giorgio Ferrari chiude il periodo con un utile pari a 24,4 milioni di euro, un calo dell’83,6% rispetto ai primi sei mesi del 2008.

di Fabio Coco31 agosto 2009 | 10:20

Credem chiude il primo semestre dell’anno con un utile netto consolidato pari a 24,4 milioni di euro, in ribasso dell’83,6% rispetto all’analogo periodo 2008, in cui si era attestato a 148,9 milioni. Il margine di intermediazione è risultato pari a 448,6 milioni di euro, in calo del 15,9% rispetto ai 533,3 milioni di euro del primo semestre precedente. L’istituto ha risentito dell’attuale contesto di crisi.

Il margine d’interesse si è attestato a 214,3 milioni di euro, contro i 286,9 milioni del periodo 2008 (-25,3%). L’andamento di tale voce è stato influenzato dalla rapida discesa dei tassi, spiega l’istituto di Giorgio Ferrari in una nota.

Il margine dei servizi, pari a 243,3 milioni di euro, è scemato del 4,9% rispetto ai precedenti 246,4 milioni di euro. “L’area trading e copertura è stata trainata dalla ripresa dell’attività ordinaria, connessa principalmente all’operatività di Credem (+21,5%) grazie anche a condizioni di minore instabilità dei mercati”

“Il risultato complessivo del comparto ha risentito del ridimensionamento dell’attività di investment banking e dell’estensione della metodologia “mark to market” anche a tutti i portafogli gestiti da Abaxbank precedentemente calcolati sulla base di modelli interni di valutazione”.

I costi operativi sono ammontati a 328,2 milioni di euro, il +1,8% rispetto ai 322,4 milioni di euro del primo semestre 2008. Le spese amministrative ammontano a 121,8 milioni di euro (+0,7%).

La raccolta da clientela del Gruppo Credem a fine giugno 2009 è pari a 54.194 milioni di euro contro 54.973 milioni di euro dello stesso periodo del 2008 (-1,4%), quella diretta pari a 16.787 milioni di euro (-8,7%), mentre quella indiretta pari a 34.590 milioni di euro (+1,7%).

Il Core Tier 1 Ratio del Gruppo è risultato pari al 7,9%.


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