Come ti spendo il jackpot 3, la vendetta dei consulenti

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di Matteo Chiamenti 8 Settembre 2009 | 09:00
Dopo l’acceso dibattito generato dall’articolo “Meglio Kakà che promotore (come ti spendo il jackpot 2, la voce del promotore)”, ecco il capitolo finale della trilogia sull’allocazione per milionari. A chiudere il cerchio ci pensano rispettivamente Massimiliano Siviero e Francesca Vanara, consulenti indipendenti operativi nel capoluogo piemontese.

Semplicità, ecco la chiave corretta per il portafoglio finanziario di un milionario. La voce è quella di Massimiliano Siviero, consulente finanziario indipendente di Torino.

“Trascurando tutti gli aspetti relativi alla modalità migliore per il recupero di una somma milionaria con la garanzia di mantenere l’anonimato da parte del fortunato vincitore, ecco quello che si potrebbe suggerire, senza entrare troppo nello specifico degli investimenti per evitare di essere in questa sede troppo prolissi e analitici.

Intanto, occorrerebbe vedere quale parte il cliente vuole utilizzare subito “in termini di spesa per togliersi un po’ di sfizi”, cosa che però potrebbe realizzare dopo aver ottenuto già un primo rendimento dalle somme investite. Insomma, parliamoci chiaro, effettuando un investimento che renda anche solo il 2% netto all’anno, magari in via anticipata, potrebbe ritrovarsi da subito ad avere tra le mani 3.000.000 di Euro pronti per essere spesi. Con questi interessi potrebbe togliersi le prime “voglie” e, se lo desidera, fare qualche regalia a parenti e amici e, perché no, un po’ di sana beneficenza.

Suddividere il patrimonio investendone una parte in immobili e una parte in strumenti finanziari potrebbe essere la soluzione ottimale. Magari suggerirei di investire in immobili in Italia e all’estero in località esclusive che garantiscano una rendita certa mensile. Almeno un immobile consiglierei di acquistarlo a Montecarlo, per una serie di motivazioni, e credo non ci sia bisogno di elencarle.
E poi, proporrei di investire su immobili che hanno perso valore in quest’ultimo periodo a causa della crisi immobiliare-finanziaria, sia in Italia che all’estero. Ovviamente, il tutto deve essere verificato a priori e monitorato nel tempo per evitare che le spese correlate a tali investimenti non superino i benefici in termini di rendimento e di crescita del capitale ottenuti.

Eviterei comunque gli investimenti troppo rischiosi, visto che con somme del genere non ne vedrei la necessità. Magari una buona fetta potrebbe essere investita sui mercati azionari, senza assumersi il rischio specifico, quindi acquistando indici.

Se poi il cliente manifestasse un suo specifico desiderio verso la realizzazione di investimenti rischiosi, si potrebbero effettuare degli impieghi di denaro in attività commerciali in Italia e all’estero prediligendo i settori più promettenti e meno legati alla ciclicità del mercato. Ovviamente, se volesse effettuare degli investimenti finanziari sulle società quotate in borsa gli potrei fornire le indicazioni affinché possa scegliere i titoli con maggiori potenzialità di crescita.

Diciamo, più in generale, che a meno che il fortunato vincitore non si faccia consigliare da individui in “conflitto di interessi” (che molte volte mirano più a produrre commissioni di cui godere loro per condividere più realisticamente le gioie del neo milionario che far ottenere dei risultati efficienti dagli investimenti proposti) o che possano essere interessate direttamente a coprire i loro rischi con i soldi del vincitore della fatidica somma, i problemi per far fruttare in maniera ottimale i quattrini rimangono sempre e soprattutto per quelli che hanno patrimoni più ridotti (il detto “soldi fan soldi” è una cruda verità).  

E per i figli? Beh, non potranno che ringraziare la sorte e il papà per non aver dilapidato il patrimonio, e potranno coronare molto più facilmente i loro sogni nel cassetto, ormai già aperto”

Dello stesso avviso Francesca Vanara, consulente finanziario indipendente anch’esso di Torino, che però non prescinde dalle possibili ripercussioni psicologiche che un fortunato evento di questo tipo potrebbe generare:

“Se il fortunato vincitore al Superenalotto decidesse di affidarmi interamente i 150 milioni di euro, inizierei facendo un po’ di conti. Un reddito multimilionario sul quale non corrispondere nemmeno un centesimo di tasse (la raccolta viene già tassata all’atto della giocata) può fruttare all’anno almeno il 2-3% investendo in obbligazioni governative, ossia ben oltre 3 milioni di euro, consentendo di vivere di rendita! Anche per proteggersi dall’inflazione, suggerirei in generale: “diversificazione, nella semplicità”. Poi, però, dipende dal tipo di vincitore che si ha come Cliente … e qui si aprono gli scenari più diversi. Uno “scombussolamento” così drastico della propria vita può comportare, soprattutto nelle persone più fragili, uno stress notevole: in passato, tra i vincitori di grandi somme di denaro si sono registrati fallimenti, disturbi psicologici, lo sviluppo di forme di diffidenza patologiche che portano all’isolamento sociale e persino suicidi e maggiore è la somma di denaro vinta dai nostri potenziali Clienti, più elevata sembra essere la tendenza agli eccessi e ai vizi come il fumo, l’alcol e le droghe! Per parte nostra, quindi, pur ritenendo che una sicura parcella iniziale di almeno 1 milione di euro sia senz’altro appetibile, continuiamo a sperare di fare consulenza finanziaria indipendente allo Stato: tra tutti i giochi, il Superenalotto è quello in cui le casse pubbliche ottengono i maggiori introiti … le lotterie furono inventate dagli imperatori romani che avevano bisogno di liquidità e non potevano tassare ulteriormente i cittadini.. “

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