Fideuram-Santander, niente affare a questi prezzi

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di Matteo Chiamenti 15 Settembre 2009 | 08:05
Come un fulmine a ciel sereno, ecco che si aggiunge una nuova indiscrezione concernente il futuro del gruppo Fideuram. Dopo le prime voci sul possibile passaggio a Santander, sembra ora che lo scopo finale del passaggio alla famiglia Angelli sia un altro…

La notizia del possibile passaggio di Banca Fideuram alla finanziaria torinese Exor e a due fondi di private equity americani, ha reso caldo il recente fine di settimana; il rumor secondo il quale alla base della stessa operazione vi sarebbe l’intenzione, da parte di Santander, di acquisire la nota rete di Matteo Colafrancesco, ha generato lo stupore, nonché la disapprovazione, da parte di diversi nostri lettori. Ma ecco che arriva una controbattuta ancora più clamorosa, questa volta proveniente direttamente dall’universo di “Don” Emilio Botìn.

Difficilmente Santander acquisirà Fideuram, ci fanno sapere voci interne alla società spagnola. Almeno non ai prezzi attuali (articolo Fideuram sbranata dagli Agnelli?). Alla base del passaggio presso Exor, che riguarderà oltretutto il gruppo Fideuram nella sua interezza (Sanpaolo Invest compresa), vi è la volontà, da parte del gruppo di Passera, di allontanare i fari dell’Antitrust sul super polo di bancassicurazione nato  dall’integrazione di Intesa Vita (joint venture al 50% con Generali che operava sulle ex filiali Banca Intesa), Eurizon Vita (controllata al 99,96%, operante sulle filiali Sanpaolo), Centorivita Assicurazioni (per la rete Carifirenze, controllata al 51%, in partnership con Cardif Assurance, gruppo Bnp Paribas) e Sud Polo Vita (operante presso gli sportelli del Banco di Napoli e delle Casse del Centro).

Insomma, l’operazione è stata architettata anche per distogliere l’attenzione delle autorità competenti dalla posizione dominante di mercato acquisita; una pulizia di facciata, che nella sostanza vedrà comunque 1 miliardo di euro di finanziamenti da parte di Banca Imi verso la cordata Agnelli, seguita da 2 miliardi cash e un restante 20% in titoli del gruppo Intesa SanPaolo. Nell’attesa di qualcosa di ufficiale, il mistero si infittisce.

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