Banca Etica con Etica Sgr: Scudo? No grazie.

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Avatar di Fabio Coco 24 Settembre 2009 | 14:45
La società di risparmio gestito e la prima banca italiana che opera interamente secondo i principi della finanza etica, non accetteranno la raccolta di capitali tramite il rientro dall’estero previsto dallo scudo fiscale ter.

A non tutti il testo dello Scudo Fiscale appena approvato dalla commissione Bilancio del Senato, comprendente anche dell’emendamento Fleres, convince pienamente. In sintesi, lo Scudo Ter, così modificato, prevede il rimpatrio o la regolarizzazione di capitali, mobili e immobili, con il pagamento di un’aliquota del 5%. Il nuovo testo assolve dai reati di omessa o infedele dichiarazione, oltre a quelli più strettamente connessi al falso in bilancio (dichiarazione fraudolenta, utilizzo di artifici contabili non regolari…), occultamento o distruzione di documenti contabili.

Banca Popolare Etica ed Etica Sgr, infatti, non accetteranno la raccolta di capitali che dovessero rientrare in Italia grazie allo “scudo fiscale” e di conseguenza non predisporranno alcuna misura commerciale e operativa al fine di attirare tali capitali o facilitarne il rientro. Lo afferma una nota della società.

I principi della Finanza Etica che ispirano per intero la nostra attività – spiega Mario Crosta, direttore generale di Banca Etica – prevedono la piena tracciabilità del percorso del denaro e la provenienza lecita di quello che raccogliamo. Accettare capitali accumulati anche grazie al mancato rispetto delle leggi e che, al già grave reato di evasione fiscale, potrebbero sommare il falso in bilancio, sarebbe una violazione del nostro DNA e un tradimento dei clienti che ci scelgono quotidianamente in nome di un uso responsabile del denaro”.

Mentre la maggior parte degli istituti di credito stanno mettendo in campo “task forces” di esperti e strumenti finanziari ad hoc per intercettare il ghiotto boccone dei capitali occultati e ora in via di rientro, Banca Etica opera una scelta di sobrietà e responsabilità che va anche nella direzione dell’educazione finanziaria e della responsabilizzazione dei cittadini, precisa la società.

“Sebbene per tutti gli istituti di credito la raccolta di risparmio sia essenziale e strategica, soprattutto in questo periodo di crisi, l’intermediazione di denaro proveniente da attività illecite snatura e umilia l’impegno per la legalità che noi, insieme ad altri istituti bancari, associazioni e cittadini scegliamo quotidianamente” dice Fabio Salviato, presidente di Banca Etica e di Etica Sgr. “La normativa proposta tra l’altro potrebbe esonerare gli intermediari finanziari anche dall’obbligo di segnalare eventuali operazioni in odore di riciclaggio. Non è certo in questo modo che il settore bancario recupera la fiducia dei cittadini. Il bisogno del Governo di fare cassa non giustifica un condono iniquo verso i risparmiatori che hanno sempre rispettato le regole e profondamente diseducativo. In Italia l’evasione fiscale è una piaga da combattere con il rigore e non con le sanatorie a basso costo”.

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