Consulenti Finanziari – Il grande inganno delle banche

A
A
A
di Matteo Chiamenti 20 Ottobre 2009 | 08:20
Cesare Cavini, consulente indipendente di Firenze, lancia importanti interrogativi sul comportamento degli intermediari finanziari..direttamente dal blog di Nafop.

Mercoledì  la trimestrale di JP Morgan (3,6 mld di $ di utile netto, pari all’800% in più dello scorso anno), il giorno dopo sono arrivati gli incredibili risultati di Goldman Sachs con un utile trimestrale di 3,03 mld di $ e la previsione di chiudere il 2009 con utili totali che sfioreranno gli 11 miliardi , non lontani da quelli record segnati nel 2007, prima della crisi finanziaria. I risultati di Citigroup, seppur negativi per 3,2 mld di $ e quelli di Bank of America, negativi per 1 miliardo di dollari, sono stati comunque migliori delle attese degli analisti.
Come se la crisi finanziaria più pesante dal ‘29 ad oggi non fosse quasi esistita. E verrebbe voglia di dire che ormai ne siamo fuori, che si comincia veramente a respirare aria di ripresa consolidata….. e quindi è giusto che i mercati azionari continuino a salire, spinti da dati economico-finanziari sempre migliori, ed è giusto pensare che continueranno a farlo anche in futuro.

Mi chiedo se non ci sia un errore, se qualcuno ci stia nascondendo qualcosa, o semplicemente se qualcosa mi stia sfuggendo. Un particolare, un dettaglio, qualcosa….Ed allora approfondiamo l’analisi: i risultati economici sono incredibilmente buoni, migliori di ogni più rosea aspettativa degli analisti, ma i numeri sono ancora una volta ingannevoli…. gli utili arrivano tutti dal trading, dall’attività speculativa, dalla finanza creativa. La divisione “banca d’investimento” guadagna quasi come nel 2007, mentre la divisione “banca commerciale” porta perdite d’esercizio ed ha visto i propri numeri peggiorare in maniera preoccupante (basti a titolo di esempio il caso di Bank of America:  le perdite su crediti sono salite di 5,3 mld di $ dalla fine del 2008 ed ammontano a 11,7 mld di $, le sofferenze hanno raggiunto quota 33,8 mld di $).

Ecco cosa sta succedendo: l’enorme liquidità messa a disposizione del sistema bancario viene utilizzata dallo stesso per fare utili da trading, per migliorare i bilanci con operazioni finanziarie.
La mia impressione è che l’andamento dei mercati azionari sia “drogato“, che siano gli istituti bancari di grandi dimensioni che fanno salire i corsi, sostenendo il mercato, portandolo a livelli non giustificati dai fondamentali macroeconomici mondiali.
Non sto “gufando” per un ribasso di borsa, non sono “ribassista”. Voglio solo farvi riflettere sul fatto che l’attuale “ripresa” economica sbandierata da più parti dovrà fare i conti con 60 milioni di nuovi disoccupati, con deficit di bilancio statale molto più pesanti di un anno fa (ovunque nel mondo, non solo nella “Vecchia Italia”), e con un’enorme massa monetaria che presto o tardi verrà drenata e riportata a livelli “fisiologici”.
Credo che ad un certo punto, quando avranno “la pancia piena”, le banche d’investimento smetteranno di sostenere il mercato azionario…. e come sempre succede, il cerino resterà in mano al “parco buoi”, che poi siamo noi: gli investitori privati.

Commento:
… cosa c’entrano con tutto ciò?
Non ho nulla da dire sui contenuti dell’articolo, ma dico basta ai titoli sensazionalistici che tiriano in ballo intere categorie che nulla hanno a che vedere con il tema trattato!

Risposta:
Il suffisso iniziale “consulenti indipendenti” è una comodità che utilizziamo all’interno di bluerating per categorizzare al meglio le nostre notizie (abbiamo utilizzato “consulenti finanziari” in quanto l’articolo è opera proprio di un consulente finanziario e del mondo Nafop) ; capita così anche con “mercati – ” “banche – ” “etf – ” “Promotori – ” e via dicendo..lo so, per chi non ci conosce la lettura immediata può trarre in inganno, ma osservando un minimo il sito se ne capisce il senso. In riferimento al titolo, non ci vedo nulla di sensazionalistico; l’articolo descrive un inganno, quello delle banche che si fingono “povere” per poi trasudare liquidità. L’aggettivo grande, trattandosi di un caso ben diffuso, mi sembra decisamente appropriato.
Commento:
Per favore non fate perdere tempo sbagliando completamente l’oggetto del titolo. La spiegazione sull’intitolazione è un ulteriore autogol.

Risposta:
ma non è un non senso commentare un articolo che fa perdere tempo? cliccare “indietro” su internet  explorer è sempre un gesto più rapido rispetto all’aprire una finestra per commentare o sbaglio? si vede che probabilmente ha tanto tempo libero dalla sua, la invidio. Riguardo l’autogol, ha probabilmente ragione; il senso dei titoli è stato sempre stato chiaro al 99,9% degli utenti e utilizzare tempo nel cercare di farlo comprendere ulteriormente a una esigua minoranza è un’inutile spreco di forze. Grazie del suggerimento.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo
NEWSLETTER
Iscriviti