Consulenti indipendenti – Decalogo 1, niente reclami

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di Matteo Chiamenti 20 Novembre 2009 | 14:30
Trattazione a puntate dell’importante documento con gli esiti della consultazione Consob in tema di albo dei consulenti indipendenti. Oggi si parla di comunicazione,reclami e poteri forti.

Art. 3
(Vigilanza dell’Organismo nei confronti dei consulenti finanziari)
1. L’Organismo, nell’esercizio delle funzioni previste dal Testo Unico e dal presente regolamento:
2 Le modifiche da apportare a tale articolo a seguito del nuovo quadro normativo delineato nel TUF sono illustrate
nell’allegato n. 2.
Pagina 6
a) può chiedere ai consulenti finanziari la comunicazione anche periodica di dati e notizie e la
trasmissione di atti e documenti con le modalità e nei termini dallo stesso stabiliti e può disporre
l’audizione personale dei consulenti finanziari;
b) può effettuare controlli nel luogo di conservazione della documentazione comunicato dal
consulente finanziario ai sensi dell’articolo 8, comma 2, del presente regolamento e può chiedere
l’esibizione dei documenti ritenuti necessari.
2. I consulenti finanziari sono tenuti a prestare la collaborazione necessaria al fine di consentire
all’Organismo lo svolgimento delle funzioni ed il compimento degli atti previsti dal precedente
comma.

Osservazioni

Nafop chiede se il potere riconosciuto all’Organismo di disporre “la comunicazione anche periodica di dati e notizie” sia assimilabile alle segnalazioni periodiche di vigilanza richieste ai soggetti abilitati, rilevando il notevole impatto organizzativo che l’assolvimento di questo obbligo comporterebbe a carico dei consulenti. L’associazione suggerisce, inoltre, di valorizzare “l’istituto dell’esposto indirizzato all’Organismo quale valido strumento di segnalazione e di monitoraggio dei comportamenti deontologici degli iscritti all’Albo nei confronti del cliente finale”.

Aduc suggerisce di riconoscere ai clienti del consulente finanziario la facoltà di presentare reclami per iscritto all’Organismo nonché di stabilire espressamente il dovere per quest’ultimo di rispondere ai reclami dei clienti. In questa prospettiva l’associazione segnala l’opportunità che l’Organismo
adotti una procedura di gestione dei reclami ispirata ai principi del contraddittorio e dell’accesso da parte del cliente, al termine della procedura di reclamo, alla documentazione prodotta e acquisita dall’Organismo, garantendo la privacy degli altri clienti eventualmente coinvolti. In particolare il
partecipante alla consultazione propone l’aggiunta del seguente comma 3: “L’organismo si dota di un regolamento per la gestione dei reclami dei clienti dei consulenti finanziari in modo da assicurare:
a) la puntuale verifica, anche attraverso il contraddittorio, dei fatti lamentati;
b) l’applicazione di sanzioni coerenti con i fatti accertati;
c) la risposta in tempi rapidi ai clienti;
d) l’accesso da parte dei clienti al termine della procedura di reclamo della documentazione prodotta ed acquisita dall’Organismo per la stessa, garantendo la privacy degli altri clienti eventualmente coinvolti”.

L’avv. Luciano Pontiroli segnala l’opportunità di prevedere che la comunicazione all’Organismo di dati, notizie e documenti ed il trattamento dei dati personali siano ammessi solo nell’ambito dello svolgimento delle funzioni istituzionali dell’Organismo stesso, a norma dell’art. 18, comma 2, del D.lgs. 30 giugno 2003 n. 196.

Il sig. Giorgio Canella non comprende il motivo per cui all’Organismo dei consulenti finanziari siano attribuiti poteri più incisivi rispetto all’Organismo dei promotori finanziari.

Valutazioni

Si ritiene opportuno evidenziare già in questa sede che il nuovo art. 18-bis, al comma 6, lett. e) ed f), prevede espressamente in capo all’Organismo poteri di vigilanza informativa ed ispettiva che rendono dunque superflua e sostanzialmente ridondante la corrispondente previsione regolamentare
dettata nel comma 1 dell’art. 3.

Con riferimento alla richiesta formulata da Aduc di introdurre innanzi all’Organismo una procedura di gestione dei reclami dei clienti ispirata al contraddittorio tra cliente e consulente, si ritiene che la disciplina di tale aspetto non rientri nella sfera della potestà regolamentare riconosciuta alla Consob dall’art. 18-bis, comma 7, del TUF. Si rileva, inoltre, a questo proposito, che la disposizione legislativa assegna all’Organismo la funzione di vigilare sul rispetto delle norme dettate dalla Consob e, per i casi di riscontrata violazione delle regole di condotta, affida allo stesso il compito di
irrogare al consulente cui sia ascrivibile un illecito disciplinare le sanzioni di cui all’art. 18-bis, comma 6. Il TUF non sembra, invece, assegnare all’Organismo anche la funzione di decidere in merito alle controversie tra i clienti e consulenti iscritti all’albo; tale conclusione risulta peraltro
confortata anche dall’assenza di qualsiasi indicazione circa gli effetti che simili decisioni dovrebbero dispiegare tra le parti. Resta fermo ovviamente che la ricezione dei reclami dei clienti costituisce uno dei possibili strumenti dell’attività di vigilanza dell’Organismo e che questo potrà stabilire, nell’esercizio dei poteri di auto-organizzazione conferitigli dal legislatore, secondo quali modalità avvalersene nell’ambito delle proprie finalità istituzionali.

Relativamente all’osservazione formulata dall’avv. Pontiroli, si ritiene che esuli dalla competenza regolamentare della Consob stabilire se gli artt. 18 e ss. del D.lgs. 30 giugno 2003, n. 196 siano o meno applicabili all’Organismo di cui all’art. 18-bis del TUF, fermo restando ovviamente che i
poteri di vigilanza adesso riconosciuti all’Organismo dal TUF dovranno essere esercitati esclusivamente nei limiti e per le finalità in relazione ai quali sono stati conferiti.

Da ultimo si rappresenta che la maggiore incisività dei poteri attributi all’Organismo dei consulenti finanziari [adesso direttamente dalla norma di rango primario – art. 18-bis, comma 6, lett. e) ed f)] rispetto all’Organismo dei promotori finanziari trova la sua ragion d’essere nella circostanza che al
primo sono riconosciute dalla norma primaria, oltre che funzioni connesse.

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