Gli analisti hanno sottovalutato Ponzellini

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di Fabio Coco 26 Novembre 2009 | 08:40
Il risultato trimestrale di BPM si è rivelato superiore alle attese degli analisti, che hanno sottovalutato il miglioramento nella gestione dei prestiti problematici da parte della banca.

I profitti migliori delle attese di BPM nel terzo trimestre (utile netto di 57,3 milioni di euro, dai 15,8 di un anno prima, dato del 33,68% superiore al consensus di 38 milioni), ha spinto gli analisti di Cassa Lombarda a rivedere la propria stima attesa degli utili per azione nel 2009, alzandola da 0,44 euro a 0,49, contro gli 0,27 del 2008. Gli analisti hanno confermato il proprio giudizio di “hold” sul titolo, con target price sempre a 5,47 euro, contro l’apertura di 5,24 euro di lunedì. Gli analisti sembrano sostanzialmente d’accordo con il consiglio di tenere il titolo in portafoglio, anche secondo la maggior parte dei pareri raccolti da Reuters (seppur in diversi hanno attribuito un rating di “underperform”).

Per il 2010, inoltre, gli analisti di Cassa Lombarda hanno mantenuto la propria stima di 0,38 euro di EPS, che tiene conto pure della diminuzione del costo del credito da una stima di 130 punti base attesa per il 2009, ad una di 91 pb per l’anno futuro. Il piano di riduzione dei costi attuato da BPM, più in generale, consentirà un decremento netto dei costi annui a regime di 50 milioni di euro dal 2012. Il consensus degli analisti più basso delle attese, probabilmente, non ha saputo tener conto delle migliorate condizioni per quanto ha riguardato i problemi concernenti il credito riscontrati nel primo semestre dell’anno, grazie ad un sistema più efficiente di segnalazioni preventive rispetto ai competitor. Sul fronte quotazione, la possibile joint venture di bancassicurazione tra l’istituto di Ponzellini e Credit Mutuel, in riferimento a BPM Vita, non sembra possa influenzare il trend degli stock (secondo le stime, nella prima metà dell’anno BPM Vita ha rappresentato solo il 2% dell’utile della banca meneghina). Entro la fine dell’anno, ad ogni modo, verranno presentate al Cda le linee guida per il nuovo piano industriale, attraverso il quale l’istituto conta di trarre oltre 200 milioni di euro di reddito netto ricorrente. Intanto, dei tanto annunciati Tremonti bond, di fatto ancora nulla si è mosso, oltre all’annuncio della loro adozione.

La Banca Popolare di Milano, infatti, ha iniziato a muoversi su questo fronte a partire dallo scorso marzo, con firma arrivata a fine settembre. In sostanza, però, Ponzellini aspetta ancora i soldi del ministro dell’Economia. A fine ottobre, l’offerta del prestito obbligazionario convertendo BPM 2009/2013-6,75% con abbinati warrant su azioni ordinarie risulta sottoscritto per il 42,96%. Sarà per questo che Cassa Lombarda, per le proprie stime sugli utili per azioni del 2010, non ha incorporato la diluzione che sul capitale avrà la potenziale emissione sino a 700 milioni di euro di bond convertibili accompagnati da 500 milioni di warrant. L’impatto che tale emissione avrà sul coefficiente patrimoniale della banca Tier 1 ratio (pari dopo i primi nove mesi dell’anno al 6,5%), sarà effettivo solo nel momento in cui concretamente tali obbligazioni verranno convertite.

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