Bernanke, il seggio traballante

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di Giacomo Berdini 4 Dicembre 2009 | 10:30
La nomina al secondo mandato di Bernanke ai vertici della Fed è alquanto incerta, la seduta è sospesa e il presidente è accusato di aver salvato le grandi banche lasciando le famiglie al proprio destino.

L’audizione tenutasi nella giornata di ieri presso la commissione Finanza del Senato USA per la gestione della crisi è stata bollente.
Il presidente della Federal Reserve ha dovuto subire diverse critiche, soprattutto inerenti alle strategie adottate in campo monetario, accusate di favoreggiamento delle banche a scapito delle famiglie e dell’occupazione.

In tarda serata è giunta la notizia che le audizioni per la riconferma di Ben Bernanke ad un secondo mandato per altri quattro anni al vertice della Banca Centrale degli Stati Uniti sono state sospese.
Ancora non esistono notizie sulla riapertura del colloquio, ma la rinomina di Bernanke, che fino a ieri sembrava scontata, oggi sembra poggiare su dei pilastri traballanti.

Diverse fazioni politiche del Congressi infatti sono molto ostili verso il presidente della Fed, che si è meritato il nomignolo di “Ben Zimbawe Bernanke”, a causa delle soluzioni approntate dalla banca centrale e dal Tesoro per il salvataggio dell’economia nella fase di recessione finanziaria, piano che ha favorito il benessere delle grandi banche lasciando le famiglie alle prese con il collasso dell’occupazione.
La Commissione sta facendo ballare Ben sulla corda e oggi anche il Wall Street ha pubblicato un articolo che chiede apertamente la non riconferma di Bernanke alla presidenza della Banca Centrale, perché altrimenti commetterebbe gli stessi errori fatti nel corso del suo scorso mandato.

 

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