Bernheim sempre più lontano dalla presidenza delle Generali

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di Redazione 17 Dicembre 2009 | 09:30
Secondo alcune indiscrezioni starebbe sfumando il “gentlement agreement” auspicato dal finanziere francese.

Sfuma il “gentlement agreement” auspicato da Antoine Bernheim, ormai sempre più lontano da un riconferma alla presidenza delle Generali. E’ quanto scrive questa mattina Milano Finanza, citando fonti vicine ai grandi soci della società. Del rinnovo degli organi del Leone, in calendario il prossimo 24 aprile, non si sarebbe tuttavia parlato durante l’incontro che si è tenuto ieri tra lo stesso Bernheim e il presidente di Mediobanca Cesare Geronzi, riunitisi per scambiarsi gli auguri di Natale. Ma il “mood” che si respira a Trieste, o piuttosto a Piazzetta Cuccia, primo azionista di Generali, sarebbe quello di un addio “dolce”: al finanziere francese, 85 anni compiuti lo scorso 4 settembre, con sempre più probabilità sarà affidata la presidenza onoraria del gruppo.

Accanto alla partita delle nomine resta quella della governance. Da tempo gli azionisti auspicano un passaggio dall’attuale sistema a “tre vertici”, costituito da un presidente operativo e da due amministratori delegati (affiancati da un direttore generale “forte”), a un sistema più classico, che preveda un solo ad, con la funzione di capo d’azienda, e un presidente alla guida del consiglio. Per Sergio Balbinot, attuale ad con delega sull’estero, potrebbe essere invece assegnata la vicepresidenza.

La partita delle nomine entrerà nel vivo dopo la pausa natalizia, in vista della presentazione delle liste (a marzo) e dell’assemblea in aprile. Le indiscrezioni di questi mesi hanno sempre indicato Paolo Scaroni, attuale presidente dell’Eni, come favorito, ma non è escluso un coup de théâtre dallo stesso Cesare Geronzi, nonostante le sue ripetute smentite a riguardo.

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