Altra bocciatura per la vigilanza Europea

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di Redazione 17 Dicembre 2009 | 16:34
Dopo le critiche del presidente della Consob Lamberto Cardia, anche Antonio Catricalà, presidente dell’antitrust esprime perplessità in merito al nuovo sistema di vigilanza europea.

Valido ma imperfetto. Arriva la seconda “bocciatura” al sistema di vigilanza europea. Dopo le considerazioni del presidente di Consob ieri, sull’impianto normativo, arrivano le considerazione di Antonio Catricalà. 

“L’architettura complessiva del nuovo sistema di vigilanza europea sui mercati finanziari presenta grande validità ma ci sono alcune criticità, in particolare è grave che non venga prevista una specifica tutela dei consumatori”. E’ quanto ha sottolineato il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, nel corso dell’audizione alla commissione finanze del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui sistemi di vigilanza in Europa.

Allo stesso tempo, ”non possono essere sottovalutate le criticità che derivano dal fatto che il sistema comunitario non ha ancora raggiunto un livello di integrazione maturo: troppo spesso si rischia di confondere l’individuazione di un interesse effettivamente generale o con il compromesso al ribasso o, peggio ancora, con l’espressione della volonta’ di alcuni Stati a scapito di altri.

Secondo il presidente dell’Antitrust “è necessario che i diretti protagonisti, Governo e Autorità nazionali, partecipino attivamente alle procedure di vigilanza per riequilibrare le posizioni: non è  scontato che si affermino a livello comune europeo gli approcci rigorosi e prudenti della nostra vigilanza”.

Per tale motivo è importante che, in sede di definizione ultima dei testi e specie con riferimento alle situazioni di crisi, siano stabiliti i criteri per ripartire gli oneri tra Stati in caso di interventi pubblici diretti e, comunque, un maggior coinvolgimento del Governo, del Parlamento e delle Autorita’ di vigilanza nazionali, di volta in volta piu’ direttamente implicati, secondo un disegno che sembra sostenuto anche dal Consiglio Ecofin.

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