A prova di volatilità

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di Giacomo Berdini 18 Dicembre 2009 | 10:30
Fornire uno scenario sul 2010 è prematuro, c’è ancora incertezza.Ma la clientela ha perso l’ansia.

di Giacomo Berdini

Comporre un portafoglio non è facile in un periodo di sostanziale diffidenza nei confronti degli investimenti. È necessario interpretare il corso del mercato e saper fare la scelta giusta, così come ha spiegato Saverio Perissinotto condirettore generale vicario di Intesa Sanpaolo Private Banking: «Intesa ha saputo cogliere il movimento di ribasso dei tassi di interesse e di riduzione degli spread sui titoli corporate», ha affermato Perissinotto il quale, per quanto riguarda la parte azionaria, ha rivelato che la selezione dei titoli è stata la caratteristica saliente del 2009. Seppur l’anno non sia ancora finito e per Intesa sia prematuro fornire uno scenario sul 2010, sembra che la clientela viva con minor ansia la volatilità congenita dei mercati, ma sta alla competenza dello specialista cogliere le opportunità offerte dal mercato attuale. «I principali criteri da osservare restano la propensione alla volatilità e l’orizzonte temporale di investimento del cliente», ha suggerito Perissinotto riguardo le strategie di composizione del portafoglio. Eugenio Lamedica, vicedirettore di UniCredit Private Banking, ritiene invece che il 2009 vada diviso in due fasi: un peggioramento per i mercati finanziari e una seconda parte in cui, superata la sensazione del crash generalizzato, si è tornati su livelli di maggiore serenità.

In questa situazione è stato fondamentale «esprimere una forte capacità di dare consulenza al cliente, con la vicinanza nei momenti più complessi, e ampia diversificazione dell’asset class». Secondo Lemedica i clienti sono alla ricerca di garanzia, ma a poco a poco, anche forzati dai rendimenti quasi nulli dei titoli di stato, stanno recuperando la logica del rischio. «Vogliamo aumentare la semplicità e la trasparenza dei nostri servizi, puntando sulla nostra capacità di consigliare i clienti, in modo da rilanciare gli investimenti». Per quanto concerne la composizione del portafoglio, UniCredit è positiva sull’equity e reputa che il mercato azionario sia ancora attraente rispetto all’obbligazionario. Gianluca Bisognani, responsabile di UBI Private Banking, rileva per il 2009 un andamento del mercato caratterizzato da un alto livello di volatilità rispetto al passato, instabilità che si protrarrà anche nel 2010. In questo contesto, i clienti sono molto più orientati alla protezione e del patrimonio, rispetto ad investimenti ad alto rendimento ma esposti ad elevati rischi. «UBI Private Banking ha attuato un approccio prudente nelle politiche di asset allocation e nei consigli di investimento alla clientela, che ci ha consentito di limitare gli impatti negativi nel 2008 e consegnare ai nostri clienti un 2009 con performance molto positive», ha affermato Bisognani. «L’asset allocation è il principale fattore di performance di un portafoglio», ha spiegato, «in questo periodo, oltre alle tradizionali asset class equity e bond, abbiamo introdotto nuovi prodotti di tasso in grado di gestire in modo attivo e flessibile la durata finanziaria del portafoglio».

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