Ripresa, a livello globale +3,9% mondo, Italia a 1%

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di Redazione 20 Gennaio 2010 | 11:30
Quello che è emerso quest’oggi dall’ Asian Financial Forum è che l’economia globale si sta riprendendo con più forza del previsto e il tasso di crescita del 2010 sarà probabilmente superiore alla stima del 3%, ha detto Dominique Strauss-Kahn, numero uno del Fondo Monetario Internazionale.

Mentre l’economia globale si sta riprendendo con più forza del previsto, almeno secondo quanto previsto dal Fondo Monetario Internazionale, l’economia europea dovrà ancora faticare. 

 

Quello che è emerso quest’oggi dall’ Asian Financial Forum è che l’economia globale si sta riprendendo con più forza del previsto e il tasso di crescita del 2010 sarà probabilmente superiore alla stima del 3%, ha detto Dominique Strauss-Kahn, numero uno del Fondo Monetario Internazionale. La ripresa però, ha aggiunto, è a macchia di leopardo e le diverse aree geografiche si muovono con ritmi differenti. Se infatti la ripresa per le economie più avanzate resterà probabilmente pigra e legata al sostegno dei governi, le prospettive per le economie emergenti sono considerevolmente migliori. Per quanto riguarda l’Italia invece la ripresa è stimata all’1%. 

 

L’opinione sull’Europa è condivisa anche da Juergen Stark, membro del Board della Bce che ha sottolineato, intervenendo in un convegno a Lipsia che: «E’ probabile che la prima parte del 2010 sia più debole del secondo semestre del 2009, ma non si tratterebbe comunque di una segnale di doppia recessione” ha detto Stark. Il banchiere centrale ha poi ricordato come i segnali di ripresa non sembrano aggiungere pressioni inflazionistiche, ”sebbene l’andamento dei prezzi delle materie prime vada monitorato continuamente”.

E anche i conti non sono confortanti. Nel terzo trimestre, il conto corrente della bilancia dei pagamenti dell’Eurozona ha registrato un deficit pari a 2,7 miliardi di euro. Il conto finanziario ha registrato flussi netti di capitali pari a 59 miliardi di euro.

 

Ma per il membro del board della Bce sono necessari nuovi interventi soprattutto sul sistema bancario.  ”E’ necessario in tempi rapidi procedere al riassetto e al consolidamento del sistema bancario in Europa” ha sottolineato Stark ammonendo che ”molte banche nel sistema europeo dipendono ancora dalle misure di sostegno degli Stati”. 

 

 

 

 

 

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