Il danni protagonista della nouvelle vague

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di Camilla Gaiaschi 22 Gennaio 2010 | 12:30
Per la bancassurance sembra giunta l’ora di una seconda primavera. I margini di crescita per il mercato italiano sono ampi. Ma il gap con l’Europa rimane.

Fino a qualche mese fa la davano per spacciata. Complici la raccolta in calo e lo scandalo delle polizze index linked legate ai titoli di Lehman Brothers, la bancassurance italiana sembrava ormai giunta al capolinea. Storie di altri tempi: nel giro poco tempo banche e compagnie sono tornate a stringere accordi, riempiendo le pagine dei giornali. Ad aprire le danze è stata UBI, cedendo la maggioranza di UBI Assicurazioni a Fortis e BNP Paribas, seguita a ruota da Bper e Pop Sondrio, che hanno intavolato le trattative con Unipol (peraltro sulla via del divorzio da Bnl) per la cessione della quota di controllo di Arca. Sono alla ricerca di un partner bancario Groupama e, fresca dello scioglimento della joint venture nel Vita con Intesa Sanpaolo, Assicurazioni Generali (che non ha escluso l’interesse verso UniCredit), mentre Bpm, dopo il divorzio anticipato con Milano Assicurazioni (gruppo Fonsai), sta “colloquiando” con il Crédit Mutuel. Insomma, il comparto è in fermento: «Le compagnie assicurative – spiega Raffaele Guerra, vicepresident e responsabile Practice Insurance di Capgemini – hanno saputo reagire bene alla crisi, puntando su prodotti più tradizionali e meno legati al mercato. Il focus è passato dal ramo III al ramo I. La scelta è stata apprezzata dai clienti e ha influito positivamente sulla bancassurance». Così, nel 2009, secondo le stime di Ania, il ramo I e V è cresciuto del 102,5% rispetto al 2008, a fronte di un calo del Ramo III (costituito principalmente da polizze Unit e Index Linked) del 60%. Contestualmente, la nuova produzione tramite sportelli bancari del ramo vita è salita, al 30 ottobre 2009, del 63,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Per gli esperti, però, siamo solo all’inizio. E dopo gli anni d’oro del vita, la vera protagonista di questa “seconda primavera” della bancassurance sarà il comparto danni. Nel 2008, il 53% dei premi nel ramo vita (dati Ania) passava per gli sportelli bancari, a fronte di un modesto 2% relativo ai prodotti del ramo danni.

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