Puglia, Merrill Lynch e Dexia al centro dello scandalo sui bond

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Avatar di Redazione 4 Febbraio 2010 | 09:30
La procura ha aperto un’inchiesta per truffa a capo dei due istituti, in merito alla vendita di derivati all’ente pubblico per far fronte alla ristrutturazione della Sanità.

Merrill Lynch e Dexia-Crediop sono al centro di un giallo finanziario ambientato nella regione Puglia.
Due ex funzionari degli istituti sono infatti indagati per truffa aggravata ai danni della Regione Puglia in una inchiesta della procura di Bari per una vendita di derivati all’ente regionale per far fronte a un debito della Sanità nel 2003-2004. L’ammontare del danno si aggirerebbe intorno ai 100 milioni.
La notizia è diffusa dalla stessa Procura della Repubblica di Bari, che ha il controllo dell’inchiesta avviata nel 2009 e coordinata dal pm Francesco Bretone.
L’indagine fa riferimento alla ristrutturazione del debito sanitario regionale a cura delle due banche tramite il collocamento nel biennio di bond della regione per 870 milioni.
“Il reato contestato ai rappresentanti degli istituti di credito è quello di truffa aggravata ai danni di un ente pubblico”, si legge nel rapporto della procura.

Dalle parti coinvolte invece una nota di Dexia Crediop dichiara “di non aver sottoscritto con la Regione Puglia alcuna operazione in derivati”, sottolineando inoltre di “avere tempestivamente adottato sin dal 2003 il modello organizzativo previsto dal D.lgs 231 del 2001”.
Da Merril Lynch ancora nessuna dichiarazione ufficiale, ma nei confronti dell’istituto la procura ha richiesto la misura interdittiva del divieto di stipulare contratti con la pubblica amministrazione per due anni, che sarà discussa davanti al Gip in un’udienza il 10 marzo.Gli illeciti contestati a Merrill Lynch International, con sede estera a Londra e sede legale italiana in Milano, e Dexia-Crediop Spa con sede legale in Roma, riguardano il mancato utilizzo, prima della commissione dei fatti ascritti alle persone fisiche, di “ modelli organizzativi idonei a prevenire il verificarsi dei reati”.

Nell’ambito della medesima inchiesta, il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Bari ha eseguito oggi un sequestro preventivo, disposto dal gip di Bari, della rata semestrale che la Regione Puglia versa nel sinking fund, circa 30 milioni di euro, nonché il sequestro per equivalente del profitto sui beni patrimoniali degli istituti di credito internazionali fino a un importo di circa 73 milioni di euro. All’epoca dei fatti assessore al Bilancio era Rocco Palese, attuale candidato Pdl alle regionali, mentre presidente della Regione era Raffaele Fitto, oggi ministro per gli Affari regionali.

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