Da Vicenza all’Islanda, andata e ritorno con duplice default

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Marco Muffato di Marco Muffato 10 Marzo 2017 | 16:10
Una storia di risparmio tradito che sembra inventata ma purtroppo è realtà.

Domanda. Una mia cliente mi ha appena raccontato una storia che confesso di fare fatica a credere: era in possesso di una polizza emessa da Cattolica Life che era fallita assieme alle banche islandesi cui era appoggiata. La collocatrice Banca popolare di Vicenza offrì a risarcimento un proprio bond subordinato che ora è pure esso in procinto di default. Potete fornirmi dettagli?

Risposta. Anche se pare incredibile la storia è vera e ha coinvolto non pochi risparmiatori. La vicenda è di circa dodici anni fa quando Berica Vita e Cattolica Life, entrambe appartenenti al gruppo Cattolica Assicurazioni per il 60% e per il restante 40% alla Popolare di Vicenza che le colloca alla clientela, Sportello Advisoryemettono quattro polizze index-linked denominate “Berica Indicazione 3” e “Berica Indicazione 4” con durata 2005/2011, “Berica Indicazione 6” con durata 2006/2012 e “NewLife Borsa 36 Fair Value-Memory” durata 2005/2011. I contratti interessati all’offerta sono 4.959 per un totale versato dai clienti di 60.368.000 euro. Queste polizze hanno come sottostanti dei titoli emessi da banche islandesi, Kaupthing e Glitnir, le quali sono finite in default a ottobre 2008 per la crisi che colpì l’intero sistema finanziario del paese. Nella primavera del 2011 la Popolare di Vicenza promuove alla clientela un’offerta con cui si offre di concambiare le polizze, col rapporto di 1 euro per ogni euro nominale, in proprie obbligazioni senza cedola con data di emissione 24 giugno a un prezzo di 63.715 e scadenti il 24 giugno 2018 con valore di rimborso di 105.184. I titoli, e qui vengono le dolenti note, non sono quotati e nemmeno la banca si è offerta di agevolare gli scambi. Peggio ancora i titoli sono subordinati di tipologia “lower tier 2” che in caso di liquidazione o procedure concorsuali dell’emittente, vedono il rimborso subordinato alla preventiva soddisfazione di tutti gli altri creditori non ugualmente subordinati. Ed è proprio ciò che sta per avvenire alla Popolare di Vicenza, come a Veneto Banca, con l’ormai sicuro intervento dello Stato a titolo di ricapitalizzazione precauzionale con necessaria conversione dei bond subordinati in azioni. Sarà previsto, come per Mps, un rimborso per gli investitori al dettaglio e quindi la cliente del lettore deve solo sperare di possedere i requisiti che saranno stabiliti. Ciliegina finale: le obbligazioni sottostavano all’aliquota fiscale del 12,5% diventata 20% prima, e 26% poi. Per la serie “piove sul bagnato”.

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