Quale I per i Pigs?

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di Redazione 16 Febbraio 2010 | 10:45
Una crisi di natura reale colpisce alcuni paesi di Eurolandia, mentre alcune economie emergenti riprendono in modo anticipato…

Giuseppe G. Santorsola

…e con ritmi elevati. Gli acronimi dei primi ricordano la parola PIGS (maiali) mentre quelli dei secondi la parola BRIC (cianfrusaglie); basterebbe una K per proporre BRICK (mattone). Nessuna delle 5 nazioni mondiali con tale iniziale appare compatibile per partecipare a questa combinazione. Ponendo termine ad un gioco poco fondato sotto il profilo scientifico, si può affermare che la crescita dei BRIC è da verificare proprio nella solidità, mentre la crisi dei PIGS merita approfondimento, non senza considerare se la I sia dedicata all’Irlanda oppure, come taluni propongono, all’Italia.
Nel contesto dei Paesi europei:
– il Portogallo propone problemi urgenti di finanziamento del debito pubblico poco attraente al punto da non essere sottoscritto nella misura richiesta al momento della emissione. Tuttavia il suo peso è “solo” il 77% del PIL con deficit del 9,3% ed uno spread sul bund solo di 150 punti (causa forse delle mancate sottoscrizioni); in sostanza una crisi ancora sottovalutata;
– l’Irlanda presenta la sua banca principale Anglo Irish Bank nazionalizzata ed altre 5 “aiutate” dallo Stato con 10 miliardi. L’ex-”tigre celtica” appare “consumata” dal consumismo, ma anche da 125.000 nuovi edifici in due anni invenduti (con connessi mutui, prestiti per l’edilizia e caduta dei prezzi immobiliari). Si può riassumere: No line on the horizon (l’ultimo CD degli U2, complesso musicale di origine irlandese, contenente una canzone intitolata “Moment of surrender”); non è più tempo invece di “City of blinding lights”!

L’articolo completo lo puoi trovare su Soldi,
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