Un modello a prova di scudo

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Avatar di Redazione 16 Febbraio 2010 | 12:30
Pietro Giuliani, presidente di Azimut, non da segni di esitazione e affronta il nuovo anno (e il nuovo scudo) con la forza dei numeri (113-118 milioni di utili) e con la convinzione che…

di Paolo Maleo

…questi anni difficili possano servire per costruire «un modello finanziario più forte ed efficiente». Ma per ottenere un tale risultato Giuliani avverte: «serve la volontà di tutto il sistema».

Il 2010 si è aperto con una serie di allarmi che lasciano pensare a un ritorno della crisi. Qual è il suo parere?
La situazione dei mercati è molto incerta e lo sarà probabilmente per tutto il 2010. Occorre che ci abituiamo a convivere con questa situazione dove faranno la differenza consulenti e gestori di qualità che operano in aziende con modelli chiari e stabili. Il tempo dell’improvvisazione è ormai finito. Proveniamo da un anno, il 2009, che verrà ricordato non tanto per la positiva performance del mercato borsistico italiano, vicina a 20 punti percentuali, quanto per l’altalena di “emozioni” che hanno caratterizzato i primi 5 mesi dell’anno. Le violente oscillazioni delle borse non hanno consentito ai risparmiatori, ancora spaventati da quanto accaduto nei mesi precedenti, di rientrare in tempo sui mercati azionari. Questi anni difficili devono servire per costruire un modello finanziario più forte ed efficiente. La speranza è che in futuro un’industria del risparmio gestito più matura e attenta sia lato gestione che lato distribuzione possa favorire lo sviluppo del mercato finanziario italiano trasformandolo da terreno di facili guadagni (e ancor più facili perdite) a punto di incontro reale tra le esigenze dei risparmiatori e quelle delle aziende. Per fare questo serve la volontà di tutto il sistema.

In questo contesto Azimut ha presentato un pre-consuntivo del bilancio 2009 con utili “record”. Qual è il segreto?
Il nostro modello è semplice e si basa sul binomio cliente/promotore. Per la chiusura di bilancio 2009 stimiamo utili tra 113-118 milioni di euro. I più alti della nostra storia. Questo perché abbiamo un modello solido, forte, che ci ha permesso di affrontare e superare la crisi e le incertezze del 2009 senza mai farci spaventare né sopraffare dai momenti difficili. Anche nelle fasi più delicate abbiamo continuato a credere in quello che facevamo, a metterci impegno, dedizione e passione. E soprattutto abbiamo continuato a investire. Sulla gestione e sulla distribuzione, le 2 anime della nostra società. Continuiamo a credere nell’innovazione di prodotto e nella gestione attiva, perché l’innovazione crea valore. Abbiamo lanciato durante la crisi nuovi prodotti (ad esempio F1 Alpha Plus) in grado di proteggere il patrimonio dei clienti e di essere realmente decorrelati dai mercati. Anche per il 2010 abbiamo in rampa di lancio 4 nuovi fondi tutti caratterizzate da tecniche di gestione innovative. Lato distribuzione continuiamo a investire e reclutare promotori di elevato livello come rappresentano gli oltre 140 ingressi del 2009. Siamo sempre più un polo di attrazione dei migliori private banker e promotori sul mercato che desiderano svolgere questa professione al meglio senza condizionamenti, liberi di agire nel loro interesse e per quello dei clienti. I nostri financial partner sono il cuore di Azimut anche perché partecipano in modo attivo alle scelte aziendali anche in qualità di azionisti. Hanno dimostrato anche in questi difficili mesi di essere professionisti con grande esperienza e capacità. Lo dicono i nostri numeri.

Recentemente ha dichiarato che Azimut non disdegna l’idea di “acquistare qualcosa”, ma solo nel caso di operazioni importanti (oltre i 100 milioni). Ci sono opportunità? dossier aperti?
La crisi ha aiutato a fare un po’ di selezione e “pulizia” sul mercato e si sono aperte opportunità interessanti per chi, come noi, crede fermamente nel risparmio gestito e nelle reti di promotori finanziari. Il 2009 è stato per noi un anno importante, dove abbiamo dimostrato di essere in grado di reagire e tornare ancora più forti anche dopo una crisi mondiale profonda che ha fatto crollare molte certezze e molte società. Per quanto riguarda possibili acquisizioni siamo sempre pronti a valutare operazioni di valore. Ad oggi però non c’è ancora nulla da comunicare. Detto questo non ci tireremo indietro se dovessimo trovare qualcosa di veramente interessante ed in linea con il nostro modello di business.

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