Vigilanza europea a rischio di “patchwork”

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Avatar di Redazione 17 Febbraio 2010 | 11:30
È di questi giorni la notizia del rafforzamento del progetto “de Larosière”, che prevede il consolidamento degli attuali tre Comitati (CEBS, CEIOPS e CESR), ribattezzandoli EBA (banche), EIOPA (assicurazioni) e ESMA (industria mobiliare)…

di Roberto Tedeschi*

… Un modello per settori che però è messo in discussione a causa della crescente integrazione dell’industria finanziaria e che, a parere di molti, non sarebbe stato in grado di gestire coerentemente il possibile rischio di stabilità del sistema stesso. Il pericolo di asimmetrie regolamentari, tra soggetti “confinanti”, dovrebbe suggerire l’obiettivo di fare in modo che si riducano gli scalini normativi e vengano armonizzati standard comuni. In molti paesi dell’Unione Europea, dopo la crisi, si è portati a rivedere il modello del “regolatore unico”, accusato da molti di non aver permesso di mettere in luce i rischi effettivi dell’industria finanziaria.

Alcuni paesi, di conseguenza, stanno passando ad una vigilanza per finalità, con l’incognita che la nuova impostazione possa aumentare le diversità esistenti. È il caso che potrebbe derivare, in Italia, da una possibile nuova regolamentazione generale, senza che la stessa venga valutata e coordinata con gli effetti delle asimmetrie normative esistenti negli altri paesi, quanto meno europei. Proprio per cercare di evitare questi rischi, la Consob ha posto in consultazione pubblica uno schema di regolamento in attuazione dell’art. 23 della legge n. 262/05 (legge sul risparmio).

L’Autorità spiega che “la consultazione fa seguito ad analoga iniziativa tenutasi nel 2007 e tiene conto delle osservazioni a suo tempo formulate dai partecipanti al mercato. La norma di legge disciplina il procedimento di adozione dei provvedimenti di natura regolamentare o di contenuto generale da parte della Consob, della Banca d’Italia, dell’Isvap e della Covip”. In particolare, la norma pone a fondamento del procedimento regolatorio alcuni principi, riconoscendo tuttavia a ciascuna autorità ampia autonomia nel disciplinare le relative modalità e procedure attuative.

*roberto.tedeschi@tedeschiconsulting.it

L’articolo completo lo puoi trovare su Soldi,
in edicola in questi giorni

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