Garonna (Febaf): “In Europa serve un mercato unico dei capitali”

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Chiara Merico di Chiara Merico 13 Marzo 2017 | 08:53
In Europa serve un’Unione dei mercati dei capitali, un’opera di omogeneizzazione delle norme e delle autorità di controllo che riguarda da una parte la raccolta di finanziamenti delle imprese, e dall’altra i risparmiatori, le banche, le compagnie di assicurazione e i fondi.

UNIONE CERCASI – In Europa serve un’Unione dei mercati dei capitali, un’opera di omogeneizzazione delle norme e delle autorità di controllo che riguarda da una parte la raccolta di finanziamenti delle imprese, in particolare le Pmi, e dall’altra i risparmiatori, le banche, le compagnie di assicurazione e i fondi. Se ne discute da un paio d’anni, come ricorda Affari e Finanza, e il prossimo 17 marzo se ne parlerà durante la Mid term review della Commissione europea. L’Italia sarà rappresentata dalla Febaf, la federazione tra banche, assicurazioni e fondi. Per il segretario generale Paolo Garonna, “a due anni dalla chiusura del programma, prevista per il 2019, la Brexit ha cambiato le carte in tavola. L’impostazione inglese ci aveva un po’ bloccati, ora invece si può pensare a un’integrazione e a un’uniformità di regole ancora maggiori tra i 27 Paesi dell’Unione europea”.

MODELLO BCE – Per Garonna “l’Esma, (l’Authority di vigilanza europea, ndr) è al momento un organo di coordinamento, ma non ha l’autonomia che ha invece nel campo delle banche la Bce. Io credo che il modello debba essere proprio quello della Bce: un’autorità centrale dei mercati finanziari che detta le norme e che vigila su dii esse, anche utilizzando le varie ‘Consob’ locali”.

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