Scelzo (Copernico SIM): l’indipendenza da sola non può offrire nulla

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Il presidente e amministratore delegato di Copernico SIM sottolinea che nel mercato della consulenza, la sola indipendenza non può essere l’unica risorsa, ma deve essere accompagnata da…

di Redazione26 febbraio 2010 | 14:00

Se è vero quanto riferito dal sondaggio condotto da Professione Finanza che i promotori finanziari considerano la consulenza fee-only un’opportunità, ma che difficilmente lascerebbero la promozione finanziaria per approdare alla consulenza “indipendente”, ecco che chi ha creduto in tale segmento fin dagli albori, come Saverio Scelzo, presidente e amministratore delegato di Copernico SIM, evidenzia come oggi il mercato della consulenza sia cambiato e che le ultime disposizioni in materia hanno chiarito molti dubbi in merito a come si dovranno muovere i consulenti finanziari. 
«Il 12 gennaio 2010 la Consob ha emanato il regolamento 17130 in attuazione del decreto legislativo n.58/1998 in merito all’attività di consulenza finanziaria indipendente. Il regolamento chiarisce, rispetto alla normativa generale, l’ambito entro il quale si muoveranno i consulenti finanziari indipendenti in attesa del regolamento ministeriale sulle persone giuridiche (srl e spa) che effettuano attività di consulenza e la costituzione dell’organismo per la tenuta dell’albo» afferma Scelzo.

«Sebbene il contesto attenda ancora di essere definito, la riserva di attività di consulenza per Sim, Sgr e banche viene allargata ad un pubblico potenzialmente molto ampio. Il rischio è che l’allargamento comporti una riduzione delle tutele per i risparmiatori che potrebbero cadere facilmente in balia di sedicenti “guru”. Infatti gli obblighi di acquisizione delle informazioni dai clienti, di valutazione dell’adeguatezza e di rendiconto posti dal regolamento Consob 17130 ai consulenti finanziari indipendenti sembrano insufficienti per tutelare i risparmiatori» continua il presidente e l’amministratore delegato di Copernico SIM.

«La consulenza finanziaria indipendente, sorta come risposta e soluzione ai conflitti d’interesse che inevitabilmente caratterizzano il rapporto banca-cliente, deve essere necessariamente caratterizzata da un elevato grado di professionalità. L’indipendenza da sola non può offrire nulla mentre l’assenza di adeguate professionalità e strutture riduce notevolmente le garanzie a favore dei risparmiatori per quanto riguarda l’attività di consulenza finanziaria indipendente» conclude Scelzo.


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