Cari promotori, non fate le vittime

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Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti 3 Marzo 2010 | 09:45
Dopo la forte presa di posizione sulle difficoltà di un professione da parte del mondo dei pf, ecco la pronta risposta di un cliente, di tutt’altra idea.

Sono un lettore di Bluerating e scrivo alla redazione dopo aver letto l’articolo Noi promotori, vessati da tutti. Non lavoro nel mondo finanziario e voglio esprimere la mia impressione da risparmiatore che ha avuto modo però di conoscere direttamente il mondo dei promotori (sia perché ne avevo uno, sia perché un mio amico lo è). Ebbene trovo ridicolo lamentarsi per un lavoro che è, da sempre, fin troppo premiante. Ok, c’è da andare in giro e da gestire mille contatti, ma al lato pratico ciò cosa significa? Due chiacchere al telefono e fare qualche fotocopia da mostrare al cliente, il tutto dietro a congruo stipendio. Non venitemi a raccontare che dietro a questa attività sussiste chissà quale profondo impegno intellettuale perché così proprio non è (il mio amico, per la cronaca, quando non è in giro a vendere fumo si ritrova in ufficio a perdere tempo sul pc su i siti che preferisce).

C’è gente che si laurea in economia per poi fare anni di interinale con stipendi ridicoli, analisti che passano il loro tempo a copiaincollare report per poche centinaia di euro e persone che magari stanno, loro sì, al telefono 8 ore al giorno per ricevere in cambio due cocomeri e un peperone. Ma di cosa vi lamentate? La mia non vuole essere una critica, ma una semplice costatazione di quanto voi, conti fatti, siate dei privilegiati. Perlomeno non sentitevi emarginati.

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