Insidie politiche nella corsa all’Abi

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di Redazione 22 Marzo 2010 | 09:30
Il metodo P&P ha colpito ancora. L’accoppiata tra Alessandro Profumo (Unicredit) e Corrado Passera (Intesa Sanpaolo) ha candidato Giuseppe Mussari alla presidenza dell’Abi. Una mossa giunta dopo…

…che i due top banker nazionali hanno portato Domenico Siniscalco alla presidenza di Assogestioni. Ma se la corsa del professore torinese alla testa dell’associazione dell’industria dell’asset management italiano è priva di ostacoli, non altrettanto si può dire per la rincorsa del presidente di Mps alla confederazione dei banchieri italiani. Sulla strada di Mussari, infatti, si è messo di traverso il presidente uscente Corrado Faissola, fresco di riconferma alla presidenza del consiglio di sorveglianza di Ubi Banca. Faissola ha 74 anni, Mussari solo 48: la differenza di età conta, ma non è tutto. Di certo l’avvocato calabrese di nascita e senese per scelta si è attirato le simpatie di molti sponsor, a cominciare da Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo ma sopratutto dell’Acri che guida le casse di risparmio, chiamate ad esprimere le loro preferenze per i vertici dell’associazione di Palazzo Altieri. Proprio l’appoggio di Guzzetti a Mussari ha “spiazzato” un’altra emimenza grigia del banking nostrano, Giovanni Bazoli visto il legame tra il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa e Faissola. Mussari poi, ben appoggiato al suo vicepresidente, il costruttore, editore e finanziere romano Francesco Gaetano Caltagirone, si è avvicinato anche a Giulio Tremonti ricorrendo ai bond emessi dal ministro.
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