Vietato improvvisare

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di Francesco D'Arco 23 Marzo 2010 | 15:00
La MiFID, la crisi e lo scudo hanno avviato una selezione nel mercato a favore degli advisor di qualità.

L’ improvvisazione non è più ammessa. Il mercato ha bisogno di professionisti seri e orientati al cliente. E’ questa l’opinione di Angelo Capulli, area manager di UBI Banca Private Investment.

I promotori finanziari hanno chiuso il 2009 con una raccolta netta record. Quali sono i punti di forza di questa categoria?
Il 2009 si era preannunciato come un anno molto difficile per il nostro settore ma la grande professionalità, la conoscenza dei mercati, l’aggiornamento continuo, la capacità di relazione e la regolare assistenza al cliente hanno confermato ancora una volta l’importanza dei promotori finanziari. Nonostante le forti oscillazioni verificatesi nel corso del primo semestre, la nostra costanza, ci ha premiato. I promotori hanno mantenuto alto il livello di servizio con il cliente basandolo sulla totale trasparenza, fornendo tutte le informazioni corrette e ragionando insieme sulle opportunità che si sono venute a creare. Ritengo che chi ha lavorato bene lo scorso anno, affrontando il mercato nel modo più corretto, abbia svolto un ruolo significativo anche dal punto di vista sociale.

Nell’ultimo trimestre dell’anno scorso è stato fondamentale anche lo scudo fiscale. Che ruolo ha giocato il provvedimento di Tremonti?
Molti dei nostri promotori, soprattutto quelli di “più elevato standing” hanno incrementato in modo significativo il portafoglio, in special modo nel comparto gestito ma ottenendo un buon risultato anche in quello amministrato. La cosa più importante emersa grazie allo scudo “ter” è il definitivo riconoscimento da parte di molti clienti del promotore finanziario come vero interlocutore di riferimento per la gestione dei capitali e che, al contrario di altre figure, è stato fortemente coinvolto nell’analisi delle opportunità del rimpatrio e regolarizzazione dei capitali detenuti all’estero. Nel caso specifico, i nostri uomini hanno potuto contare su una vera e propria task force, messa a disposizione dal Gruppo, che ha garantito a tutta la struttura il massimo supporto per le tematiche di tipo legale, fiscale, tributario e commerciale. Con la riapertura dei termini della normativa per la sanatoria, sono certo che riusciremo a soddisfare le esigenze di quei potenziali clienti che hanno lasciato le loro pratiche in sospeso. Lo scudo fiscale ha dimostrato, senza riserve, che il tempo degli “improvvisatori” è ormai giunto al termine.

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